Memorie Giallorosse
Dino Viola, il “presidente eterno” della Roma: la conferenza, il malore e l’ultimo addio
Nel dicembre del 1990, Dino Viola, decide di affrontare pubblicamente tutte le tensioni accumulate alla guida del club. Convoca sette giornalisti di diverse testate e dà vita a una conferenza stampa destinata a entrare nella storia per la sua durata eccezionale: oltre sette ore di dichiarazioni, analisi e sfoghi.
In quell’occasione Viola sembra consapevole di essere vicino a una svolta personale e societaria. Il suo intervento assume i toni di un vero e proprio testamento sportivo e umano. Il presidente annuncia la volontà di restare ancora alla guida della società, spiegando che l’amico Giuseppe Ciarrapico non si sente pronto a subentrare. Ripercorre inoltre alcune delle vicende più controverse della sua gestione, come i casi “Lipopil” e “Dundee”, episodi che avevano segnato la sua presidenza tra difficoltà sportive e gestionali.
Non mancano poi le polemiche, con attacchi diretti alla “Vecchia Signora” e all’allora dirigente Franco Carraro, criticato per la mancata autorizzazione alla costruzione di un nuovo stadio. Parole che restituiscono tutta la tensione di un presidente combattivo, ma anche provato da anni di battaglie dentro e fuori dal campo.
Pochi giorni dopo, il 28 dicembre, durante un soggiorno a Cortina per motivi di salute, Viola accusa un grave malore. Viene ricoverato e sottoposto a un intervento d’urgenza. Le sue condizioni peggiorano fino al decesso, avvenuto il 19 gennaio. La notizia sconvolge il mondo giallorosso e lascia un vuoto profondo nella tifoseria.
Il giorno successivo, allo Stadio Olimpico, la Roma scende in campo contro il Pisa in un clima di forte commozione. La squadra, ancora sotto shock, perde 2-0. Il capitano Giuseppe Giannini rende omaggio al presidente con un mazzo di fiori deposto sul seggiolino a lui riservato.
Anche la Curva Sud partecipa al lutto con uno striscione dei Fedayn che recita: “Roma, dai sette colli, tramanderà la storia di un uomo che, da solo, le ha dato tanta gloria. Ci hai lasciato un vuoto incolmabile. Addio caro presidente”. Dopo la sua scomparsa, la guida della società viene temporaneamente assunta dalla moglie Flora Viola, prima donna a ricoprire la carica di presidente nella storia del club.
Quando il cane lupo morse Brio dopo un Roma-Juve
Il finale della sfida tra Roma e Juventus del 6 marzo 1983 è rovente, carico di tensione e polemiche. I giocatori giallorossi accerchiano l’arbitro, Enzo Barbaresco: sono convinti che il secondo gol bianconero, quello decisivo, sia viziato da una posizione irregolare di Michel Platini. Tra i più agitati c’è Bruno Conti, fuori di sé dalla rabbia: viene trascinato via a forza da un dirigente, che gli tappa la bocca con una mano per impedirgli di insultare la terna arbitrale e rischiare una pesante squalifica.
Nel tratto di pista che collega il campo al tunnel — situato tra la Curva Sud e la tribuna Monte Mario — si scatena il caos. Succede di tutto, in un clima sempre più acceso. E proprio lì si consuma un episodio quasi surreale, interpretato da molti come un segno premonitore: Sergio Brio, autore del gol decisivo per la Juventus, esulta con foga ma viene improvvisamente morso da un cane lupo delle forze dell’ordine.
Udinese-Roma 1-2 semifinale di ritorno Coppa Italia 2004-2005
UDINESE: Handanovic, Kroldrup, Sensini (82′ Goitom), Bertotto, Belleri, Mauri (46′ Di Michele), Pizzarro, Muntari, Pieri, Fava (46′ Iaquinta), Di Natale. All.: Spalletti.
ROMA: Curci, Panucci, Mexes, Ferrari, Cufrè, Mancini, De Rossi, Greco, Virga, Totti, Cassano (62′ Montella). All.: Conti.
Arbitro: Messina.
Marcatori: 21′ Mancini, 57′ Di Natale, 81′ Totti.
La Roma e le rimonte impossibili
Partite così restano scolpite nella memoria. A volte, quando tutto sembra perduto, la Roma trova un modo per rialzarsi, per riaprire gare che paiono chiuse, per strappare un pareggio o addirittura una vittoria da situazioni disperate.
Il 27 gennaio 1935, a Milano contro il Milan, i giallorossi si ritrovano sotto 4-2. Sembra finita, ma negli ultimi 18 minuti la Roma reagisce con orgoglio: Frisoni e Enrique Guaita firmano il 4-4, e proprio il “Corsaro Nero” ha anche la chance del clamoroso sorpasso, fallendo però il rigore del possibile 5-4.
Nel campionato 1966-67, la squadra guidata da Oronzo Pugliese regala tre rimonte da antologia: da 0-2 a 2-2 sul campo del Calcio Foggia 1920, da 0-3 a 3-3 contro il Brescia Calcio e da 0-2 a 3-2 all’Olimpico contro l’Atalanta. Una squadra che non conosceva resa.
Nel 1984 arriva un’altra notte leggendaria: all’Olimpico la Roma travolge 3-0 il Dundee United e vola in finale di Coppa dei Campioni, ribaltando il 2-0 subito in Scozia.
Indimenticabile anche il derby del 29 novembre 1998 contro la Lazio. La Roma passa in vantaggio, poi incassa tre gol e resta in dieci uomini. Sembra il preludio all’ennesima sconfitta, ma nei minuti finali prima Eusebio Di Francesco e poi Francesco Totti riacciuffano il 3-3. Un gol regolare di Marco Delvecchio viene annullato, ma il pareggio basta per evitare la quinta sconfitta consecutiva nella stracittadina.
Storica anche la rimonta del 2001 a Torino contro la Juventus: sotto 0-2, la Roma pareggia all’ultimo respiro con Hidetoshi Nakata e Vincenzo Montella. E come dimenticare il 3-2 contro il Bayern Munich in Champions League 2010-2011: sotto di due reti, la Roma ribalta tutto con Marco Borriello, Daniele De Rossi e ancora Totti.
E poi c’è la notte che più di ogni altra vive nel cuore giallorosso: il 10 aprile 2018, contro il Barcelona di Lionel Messi, Andres Iniesta e Xavi. Dopo il 4-1 dell’andata nei quarti di Champions League, l’Olimpico assiste a un’impresa epica: Dzeko, De Rossi e Manolas firmano il 3-0 che completa la “remuntada” e consegna alla storia una delle serate più emozionanti di sempre.
Malgioglio e lo sputo sulla maglia della Lazio
Più che per le sei presenze con la maglia giallorossa, quasi tutte in Coppa Italia, i tifosi della AS Roma ricordano Astutillo Malgioglio soprattutto per un episodio avvenuto quando difendeva i pali della Lazio.
Non esistono fotografie o filmati di quanto accadde, ma a raccontarlo negli anni è stato lo stesso portiere. Il 9 marzo 1986, durante la sfida di campionato contro il Vicenza, terminata 3-4, Malgioglio fu bersagliato dai fischi dei tifosi biancocelesti dopo un paio di errori. In tribuna comparve anche uno striscione offensivo: “Malgioglio, tornatene dai tuoi mostri”. Un attacco vile, rivolto ai bambini con disabilità che il portiere assisteva attraverso un’associazione di volontariato di cui faceva parte.
Ferito e furioso, Malgioglio reagì d’istinto: si tolse la maglia della Lazio, la gettò a terra, la calpestò e vi sputò sopra. Un gesto clamoroso, che gli costò caro. La società lo mise immediatamente fuori rosa e, a fine stagione, il portiere lasciò il club per trasferirsi all’Inter.
Al di là di quell’episodio, Malgioglio continuò a dedicare tempo ed energie ai più fragili e agli emarginati, anche dopo il ritiro dal calcio. Un impegno sincero e raro, soprattutto in un ambiente competitivo e spesso spietato come quello del pallone.
Il provino di Agostino Di Bartolomei e la prima pagina del Corriere dello Sport
Il 29 luglio 1969 un ragazzo di appena quattordici anni, cresciuto nel quartiere romano di Tor Marancia, si presentò al campo di allenamento delle Tre Fontane per sostenere un provino con la AS Roma. Quel ragazzo si chiamava Agostino Di Bartolomei e, sotto lo sguardo attento dell’allenatore Helenio Herrera, riuscì subito a distinguersi tra decine di coetanei.
Non era solo una questione di talento naturale: Di Bartolomei mostrava una maturità tattica sorprendente per la sua età, un’intelligenza calcistica fuori dal comune e soprattutto un tiro potente e preciso che colpì immediatamente gli osservatori giallorossi. La decisione fu rapida: la Roma lo mise sotto contratto praticamente subito.
Il giorno successivo arrivò anche il primo assaggio di notorietà. Il quotidiano Corriere dello Sport pubblicò in prima pagina la foto del giovane Agostino, sotto il titolo principale dedicato all’esclusione di Felice Gimondi dai Mondiali di ciclismo. Per la famiglia Di Bartolomei fu un momento indimenticabile: vedere il volto del figlio su un giornale nazionale rappresentava già una piccola consacrazione.
Il titolo dell’articolo dedicato al settore giovanile romanista recitava: “«”Potenziato il vivaio giallorosso – Tra questi nomi il futuro Landini”. Tra i 42 ragazzi messi sotto contratto, Di Bartolomei era uno dei più giovani, nato nel 1955. La descrizione che ne fece il giornale fu profetica: “Della lunga fila degli acquisti alcuni meritano senza dubbio una citazione. Primo fra tutti Agostino Di Bartolomei (1955), mediano proveniente dal N.A.G.C. OMI. Un ragazzo che è già più di una promessa. Mediano moderno, tecnicamente perfetto, è dotato di una grande intelligenza. Di lui, ha detto Herrera, si sentirà ben presto parlare”.
Il “Mago” aveva visto giusto. Di quel ragazzo, infatti, il calcio italiano avrebbe parlato a lungo.
Giuliano Taccola e quella morte che non ha avuto ancora giustizia
Nell’inverno del 1969, Giuliano Taccola inizia ad accusare continui malesseri: febbre alta, stanchezza, controlli medici ripetuti. I dottori gli prescrivono riposo e, dopo vari esami, attribuiscono i sintomi a una tonsillite. Nel frattempo l’allenatore della AS Roma, Helenio Herrera, sostiene che il giocatore sia in condizioni accettabili e lo schiera comunque, convinto che i medici stiano esagerando.
L’attaccante viene operato alle tonsille, ma la convalescenza si rivela complicata: dopo ogni allenamento la febbre ritorna, più forte di prima. Il 16 marzo 1969 diventa il giorno della tragedia. A Cagliari la Roma pareggia 0-0; Taccola non gioca ed è in tribuna, ancora febbricitante. A fine partita scende negli spogliatoi per salutare i compagni, ma viene colto da un improvviso malore. In pochi minuti entra in coma e muore a soli 25 anni sull’infermeria dello Stadio Amsicora, tra la disperazione generale. Toscano di Uliveto Terme, lascia la moglie e due figli. Quel ragazzo velocissimo — capace di correre i cento metri in undici secondi — e dotato di grande istinto del gol scompare in circostanze assurde.
Herrera spinge affinché la squadra rientri subito a Roma: dopo pochi giorni c’è una partita di Coppa Italia da disputare, anche se il corpo di Taccola deve restare in Sardegna per gli accertamenti. Tre giocatori, però — Franco Cordova, D’Amato e Angelo Sirena — si oppongono alla decisione e restano accanto alla salma dell’amico. Su Herrera si concentrano le accuse di molti compagni: avrebbe forzato il recupero del calciatore, spingendolo ad allenarsi e giocare nonostante le condizioni precarie.
Nel 2005, Giacomo Losi riporta il caso all’attenzione pubblica con una testimonianza alla trasmissione Rai Dribbling: racconta che il chirurgo aveva vietato a Taccola alcune sostanze per possibili problemi cardiaci. La mattina della partita il giocatore avrebbe provato a scendere in campo, ma confessò a Herrera di non farcela e andò in tribuna. Dopo il match, però, volle comunque raggiungere la squadra negli spogliatoi per festeggiare. Era felice, dissero i compagni, ma dopo pochi minuti iniziò a lamentarsi: “Mi sento male, mi gira la testa”. Lo stesero sul lettino e gli praticarono la solita iniezione. Subito dopo l’iniezione ebbe alcuni spasmi e rimase immobile.
A quasi sessant’anni di distanza, quella morte non ha ancora una verità definitiva né responsabili riconosciuti. Per la famiglia Taccola, la giustizia non è mai arrivata.
Dino Viola e quell’assegno da un miliardo
Anche se non era nato nella Capitale, Dino Viola nutriva un amore autentico e profondo per la Roma, spesso più intenso di quello di tanti romani. Prima di diventarne presidente nel 1979, l’Ingegnere aveva già maturato una lunga esperienza all’interno del Consiglio direttivo del club, vivendo da vicino anni complessi e turbolenti.
Tra gli anni Sessanta e Settanta, infatti, la società giallorossa attraversò un periodo segnato da gravi difficoltà economiche, con bilanci in sofferenza e poche certezze sul futuro. Alla fine del 1977 iniziò a circolare con insistenza la voce che il presidente Gaetano Anzalone fosse intenzionato a lasciare l’incarico, anche a causa di un pesante disavanzo: quattro miliardi di lire, una cifra enorme per l’epoca.
Fu convocato in tutta fretta un Consiglio direttivo per cercare una via d’uscita, ma dopo un lungo confronto non emerse alcuna soluzione concreta. A quel punto Viola intervenne con il pragmatismo che lo contraddistingueva: propose ai presenti di contribuire personalmente per risanare i conti. Alla domanda su cosa intendesse, rispose senza esitazione: un miliardo a testa. E, per dare l’esempio, posò sul tavolo un assegno già compilato.
Quel gesto lasciò intuire che la sua decisione di assumere la guida della Roma fosse ormai maturata. Due anni più tardi, nel 1979, sarebbe diventato presidente, aprendo una nuova fase nella storia del club.
Da Motovelodromo Appio all’Olimpico, tutti gli stadi della Roma
Il primo impianto ad accogliere le partite della neonata A.S. Roma fu il Motovelodromo Appio, stadio oggi non più esistente. I giallorossi vi disputarono le gare interne per due stagioni, in attesa del completamento di Campo Testaccio. Proprio lì, tra il 1929 e il 1940, nacquero alcune delle pagine più leggendarie della storia romanista.
Dal 1940 al 1953 la Roma si trasferì allo Stadio Nazionale, il vecchio Flaminio, mentre dal 1953 al 1989 visse la lunga parentesi del primo Stadio Olimpico. Nella stagione 1989-90, a causa dei lavori di ristrutturazione in vista dei Mondiali di Italia ’90, l’Olimpico venne chiuso e la squadra tornò temporaneamente al Flaminio.
Dall’annata successiva i giallorossi fecero ritorno al Foro Italico, dove giocano tuttora. E per il futuro? Nel 2009 la famiglia Sensi aveva presentato un progetto per uno stadio intitolato a Franco Sensi, ma l’iniziativa non ha mai trovato piena realizzazione. La vecchia proprietà americana capitanata da James Pallotta presentò il progetto per uno stadio di proprietà a Tor di Valle, ma tutto venne definitivamente abbandonato nel 2021 dopo anni di discussioni, varianti progettuali, controversie legali e revoche del pubblico interesse. Ora i Friedkin hanno presentato un nuovo progetto che vede l’area di Pietralata come possibile sede del nuovo impianto giallorosso.
La prima Coppa Italia della storia della Roma
Il 1 novembre 1964 la Roma mette in bacheca la prima Coppa Italia della sua storia. All’epoca il torneo ha una formula particolare: i turni fino alle semifinali si disputano nella stagione precedente, mentre la finale si gioca all’inizio del campionato successivo.
In panchina c’è una novità importante: via Miró, arriva Juan Carlos Lorenzo. In Coppa Italia la squadra gira a meraviglia e il cammino dei giallorossi è deciso e sicuro. Dopo aver eliminato la Fiorentina in semifinale, la Roma si trova davanti il Torino di Nereo Rocco, nella prima di una lunga serie di finali contro i granata.
La finale secca si gioca a Roma, ma i giallorossi sono in piena emergenza. Dopo 120 minuti durissimi, il risultato non si schioda dallo 0-0. Il regolamento prevede la ripetizione sempre all’Olimpico, ma il Torino chiede — e ottiene — di giocare in casa. Sfruttando le difficoltà economiche della Roma, i dirigenti granata convincono il presidente Marini Dettina ad accettare lo spostamento al Comunale, offrendo una percentuale più alta sugli incassi. Sembra un ostacolo in più, e invece diventa il giorno dell’impresa. La Roma resiste, lotta, soffre, e all’85’ trova il colpo decisivo: Nicolè viene liberato da una giocata splendida di De Sisti e firma l’1-0 che vale la coppa.
Per la prima volta i giallorossi cuciono la coccarda tricolore sulle maglie. A Roma esplode l’entusiasmo: la squadra viene accolta da una folla in festa, in un clima di gioia incontenibile. Dopo anni di delusioni e bocconi amari, finalmente arriva una grande soddisfazione per il popolo romanista.
18 gennaio 1961, quando Giacomo Losi diventa “Core de Roma”
Giacomo Losi diventa per sempre il “Core de Roma” il 18 gennaio 1961. Quel giorno, all’Olimpico, la Roma affronta la Sampdoria in una partita delicatissima. I giallorossi sono secondi in classifica e devono vincere per restare in scia dell’Inter capolista, che affronteranno a Milano la settimana successiva. Losi, però, è infortunato: uno stiramento inguinale che, in tempi in cui le sostituzioni non esistono, significherebbe lasciare i compagni in dieci. Lui invece resta in campo. Per limitare i danni si sposta all’ala, quasi da comparsa, stringendo i denti.
La partita è tiratissima. Sul 2-2, al 79’, succede l’impensabile: su calcio d’angolo Losi trova energie che sembravano impossibili, si alza in cielo e di testa anticipa Bernasconi. È il gol decisivo. Un gesto di coraggio e orgoglio che lo consegna alla leggenda romanista. La fotografia di quel colpo di testa finisce in prima pagina sul Corriere dello Sport il giorno dopo, accanto al bollettino medico degli infortunati: Losi e Guarnacci. Per quest’ultimo la diagnosi è drammatica, “distacco dei legamenti crociati del ginocchio sinistro”.
Renato Rascel e la frase “La Roma non si discute, si ama”
È Renato Rascel l’autore della frase che nel tempo è diventata un vero e proprio motto per i tifosi romanisti. Il 17 giugno 1951 la Roma retrocede in Serie B, nonostante una vittoria contro il Milan: per la prima volta nella sua storia, la squadra giallorossa è costretta a scendere nella serie cadetta. Un colpo durissimo, vissuto come un’umiliazione da tutta la tifoseria. Quella sera, al Teatro Sistina, Rascel viene a sapere la notizia. Romanista appassionato, non riesce a trattenere le lacrime. Sale sul palco e, davanti al pubblico, annuncia con voce rotta dall’emozione: “Signori, da questo momento la Roma è in Serie B. Ma la Roma non si discute, si ama!“.
In sala cala un silenzio carico di tristezza. Eppure, proprio da quel momento, quell’invito a non abbandonare la squadra diventa un sentimento collettivo. Pochi giorni dopo, per le strade di Roma, sfila un corteo di tifosi guidato da un grande striscione: “La Roma è sempre la prima squadra del mondo”. Perché, per i romanisti, è prima di tutto una questione di fede.
Roma-Juve 5-0, una partita diventata un film
C’è una vittoria della Roma che è diventata addirittura un film. È lo storico 5-0 inflitto alla Juventus il 15 marzo 1931, una data entrata di diritto nella leggenda giallorossa. Quel giorno i romanisti “cucinano” i bianconeri con le reti di Lombardo (6’), Volk (50’), Bernardini (62’ e 88’) e Fasanelli (79’): una sequenza di nomi che i tifosi imparano a memoria, quasi fosse uno scioglilingua. Questa la formazione della Roma: Masetti, De Micheli, Bodini, Ferraris IV, Bernardini, D’Aquino, Costantino, Fasanelli, Volk, Lombardo, Chini. Allenatore: Burgess.
La partita viene ripresa quasi per caso da una troupe cinematografica presente a Testaccio per girare alcune scene di un film con protagonista l’attore Angelo Musco. Quelle immagini confluiscono nella pellicola 5-0, diretta da Mario Bonnard, alla quale partecipano anche Chini, Ferraris IV e Volk. Un modo perfetto per immortalare un’impresa storica: l’umiliazione inflitta a uno dei club più potenti del calcio italiano.
Ma la Roma, in quella stagione, non fa sognare solo al cinema. Grazie alla vittoria nello scontro diretto, i giallorossi si portano a tre punti dalla Juventus capolista e restano in corsa per lo scudetto fino alle ultime giornate. Il sogno tricolore svanirà soltanto a due turni dalla fine.
Roma-Inter 4-1 Serie A 2003-2004
ROMA (4-4-2): Pelizzoli; Panucci, Zebina, Samuel, Candela; Mancini, Emerson, Dacourt (76’ Tommasi), Lima; Cassano, Totti. All.: Capello.
INTER (4-4-2): Toldo; Cordoba, Adani, Cannavaro, Helveg; Zanetti J., Farinos (78’ Van der Meyde), Zanetti C., Kily Gonzales (65’ Karagounis); Vieri, Adriano (59’ Martins). All.: Zaccheroni.
Arbitro: Rosetti.
Marcatori: 45′ Cassano, 63′ Mancini, 73′ Vieri, 89′ Totti (r), 90′ Mancini.
20 gennaio 1929, la prima trasferta dei tifosi della Roma
La trasferta di Torino del 20 gennaio 1929 resta nella memoria per due ragioni ben precise. La prima riguarda la giornata da dimenticare di Fulvio Bernardini: inizialmente fallisce un calcio di rigore, poi, dopo uno scontro acceso con un avversario, finisce anzitempo sotto la doccia per espulsione.
Il secondo motivo, però, è legato ai tifosi. Per la prima volta la Roma annuncia l’organizzazione di un treno “speciale” dedicato ai sostenitori desiderosi di seguire la squadra in trasferta a Torino. In un’epoca in cui viaggiare era tutt’altro che semplice, il club giallorosso inizia così a portare il proprio pubblico anche lontano dal Motovelodromo Appio. L’iniziativa ottiene un buon riscontro e contribuisce a rafforzare ulteriormente il legame tra la Roma e la sua gente.
Il primo derby della storia è giallorosso
Il primo derby di campionato della storia va in scena il 18 dicembre 1929, in casa della Lazio, allo stadio della Rondinella. Per scongiurare possibili tensioni tra le tifoserie, il Comune organizza un massiccio servizio d’ordine sugli spalti.
La Roma di Burgess si presenta con Ballante in porta, quindi Barzan, De Micheli, Ferraris, Degni, Carpi, Benatti, Dalle Vedove, Volk, l’esordiente Corsanini e Chini. Tra i biancocelesti spicca Ziroli, ex romanista di primo piano. Ed è proprio lui a finire al centro di un episodio rovente a metà partita: Ziroli trova la via del gol dopo aver controllato il pallone con una mano, ma l’arbitro Carraro vede tutto e annulla la rete, tra le proteste. A quindici minuti dalla fine arriva il vantaggio giallorosso. La Roma, che aveva già colpito due pali, passa con Volk, autore di una delle sue celebri conclusioni potenti.
Al termine della gara esplode l’entusiasmo dei tifosi romanisti. Per celebrare i giocatori, alcuni sostenitori noleggiano delle botticelle e percorrono via Nazionale fino al locale di Umberto Farneti, ex presidente dell’Alba e tifoso laziale, bonariamente preso in giro dopo la sconfitta.
18 luglio 1927, la prima partita della Roma
La prima partita della storia della Roma si gioca il 18 luglio 1927 al Motovelodromo Appio. Si tratta di un’amichevole disputata addirittura prima del 22 luglio, data ufficiale della fondazione del club: un indizio chiaro che il progetto Roma fosse già stato pensato e messo in moto. I giallorossi affrontano l’Újpest, solida formazione ungherese, tra le più evolute dal punto di vista tecnico e tattico.
In quegli anni, infatti, il calcio magiaro rappresenta una delle scuole più avanzate d’Europa. La Roma scende in campo con Rapetti, Mattei, Corbyons, Ferraris IV, Degni, Caimmi, Heger, Boros, Cappa, Rovida e Ziroli. In panchina siedono József Ging e Pietro Piselli, mentre il primo capitano della storia romanista è Attilio Ferraris, noto come Ferraris IV.
L’esordio è vincente: la Roma si impone 2-1. A sbloccare il risultato è Cappa, rapida mezzala sinistra; l’Újpest trova poi il pareggio, ma il gol decisivo porta la firma di Heger, uno dei due ungheresi schierati dai giallorossi. Le amichevoli proseguono nei giorni successivi: una formazione “B” romanista pareggia 2-2 in una seconda sfida contro l’Újpest, mentre il 24 luglio la Roma supera 1-0 un’altra squadra ungherese, l’Attila.
La Coppa delle Fiere, un trofeo europeo riconosciuto dalla UEFA
Al di là delle polemiche alimentate negli anni, la UEFA riconosce ufficialmente la Coppa delle Fiere come competizione antesignana della Coppa UEFA e dell’attuale Europa League. È vero che l’organizzazione del torneo non era direttamente affidata alla federazione europea, ma quanto riportato sul sito ufficiale della UEFA non lascia spazio a interpretazioni: si trattava di una competizione internazionale prestigiosa e riconosciuta. Di conseguenza, la Roma può legittimamente vantare la vittoria di un altro trofeo europeo.
Il cammino della Roma prende il via nell’ottobre del 1960. Agli ottavi di finale i giallorossi eliminano gli svizzeri dell’Union St. Gilloise dopo lo 0-0 in trasferta e il netto 4-1 all’Olimpico. Ai quarti arriva il Colonia: vittoria esterna per 2-0, sconfitta interna con lo stesso punteggio e successo per 4-1 nello spareggio. In semifinale, contro l’Hibernian, la Roma pareggia due volte (2-2 a Edimburgo e 3-3 all’Olimpico) prima del clamoroso 6-0 nello spareggio.
La finale si disputa a inizio stagione successiva. Con Carniglia in panchina al posto di Foni, la Roma supera il Birmingham City: 2-2 in Inghilterra e 2-0 a Roma, grazie all’autorete di Farmer e al gol di Pestrin. L’11 ottobre 1961, la Roma conquista finalmente la sua ribalta europea.
Nascita della Roma, una data di fondazione controversa
Il 22 luglio 1927 è considerato ufficialmente il giorno di nascita dell’Associazione Sportiva Roma. In quella data, Italo Foschi firmò l’ordine del giorno numero uno nella sede di via degli Uffici del Vicario, al civico 35, sancendo formalmente la fondazione della nuova società. Il giorno successivo, il quotidiano Messaggero riportò con toni solenni e retorici la notizia, sottolineando come l’accordo tra le tre principali associazioni calcistiche romane – Alba, Fortitudo e Roman – rappresentasse una fusione auspicata per rafforzare il calcio nella città.
I presidenti delle tre società, Italo Foschi, Ulisse Igliori e Vittorio Scialoja, decisero di unire le loro forze per creare una grande squadra, la cui maglia avrebbe portato i colori della città, con lo scudo verde sormontato dalla lupa e dal fascio littorio. Sebbene il 22 luglio sia la data ufficiale, l’accordo effettivo che portò alla nascita della AS Roma era stato siglato già il 7 giugno nella casa dei Foschi, e la stampa romana ne aveva dato notizia il giorno successivo.
L’esordio del Lupetto di Gratton
Il celebre logo del lupetto, tra i più iconici e amati dai tifosi, debutta sulla maglia della Roma nel 1978. Il presidente Gaetano Anzalone aveva appena avviato il progetto di merchandising e il rinnovamento dello stemma rappresentò un passaggio fondamentale di questa strategia. La maglia si presenta in una tonalità di rosso molto scura, prossima al bordeaux, con bordi di maniche e colletto in giallo. Al centro del petto campeggia il lupetto stilizzato nero, nuovo emblema del club. La divisa è completata da pantaloncini bianchi, impreziositi dalle tre strisce laterali tipiche di Adidas, sponsor tecnico della Roma, e da calzettoni rossi con risvolto giallo becco d’oca.
“Forza Roma”, l’inno di Lando Fiorini per lo scudetto del 1983
Anche Lando Fiorini nel 1977 volle esprimere il suo amore per la Roma, la squadra che sosteneva fin da bambino, con una canzone tutta dedicata ai colori giallorossi. Il titolo, semplice e diretto — Forza Roma — accompagnò le celebrazioni dello scudetto nella stagione 1982-1983 e conquistò rapidamente i tifosi. Il 45 giri si presentava con una copertina bianca, decorata da un nastro giallorosso e dall’immagine del cantante. Il testo, lo conosciamo tutti, è appassionato: “Semo romani / Ma romanisti de più / Semo orgogliosi / Tifamo solo per te / Se vinci o perdi / Nun cambia niente perché / Semo sportivi / Ma vinci e meglio sarà / Forza Roma, forza lupi / Questa è l’ora de mostra’ quanto valemo / Forza lupi, forza Roma / Quanno entrate en campo er core ce se ‘nfoca / Noi c’avemo er core grosso / Mezzo giallo e mezzo rosso / Er tifoso romanista / Dei tifosi è sempre er più […]”.
Roma-Altay, la vittoria più larga in Europa
Il 17 novembre 1962 la Roma affronta i turchi dell’Altay Izmir nei sedicesimi di finale della Coppa delle Fiere. Forte della vittoria ottenuta all’andata per 3-2, la gara di ritorno allo stadio Flaminio sembra poco più di una formalità, ma il risultato supera ogni aspettativa. I giallorossi allenati da Alfredo Foni travolgono gli avversari con un clamoroso 10-1, che resta ancora oggi la vittoria più larga della Roma in una competizione europea.
“Piedone” Manfredini realizza quattro reti, Lojacono ne firma tre, mentre completano il tabellino Jonsson, con una doppietta, e Angelillo. L’unico gol dell’Altay arriva con Umil, quando il punteggio è già sul 5-0 per la Roma. La corsa europea dei giallorossi in quella stagione si fermerà poi in semifinale contro il Valencia.
30 giugno 1940, l’ultima partita a Campo Testaccio
Il 30 giugno 1940 la Roma disputa l’ultima partita della sua storia a Campo Testaccio, lo stadio che verrà demolito poche settimane più tardi. Per l’occasione il club organizza un’amichevole contro il Livorno, nonostante l’ultima gara di campionato si fosse già giocata in casa, contro il Novara. La sfida con i toscani si chiude con una vittoria per 2-1 dei giallorossi, grazie alle reti di Coscia e Timon. La Roma scende in campo con Ceresa, Grassi, Acerbi, De Grassi, Fusco, Krieziu, Pantò, Timon, Bonomi, Coscia e Carmellini.
Si chiude così la storia di uno stadio amatissimo dal pubblico romanista. Già nella stagione 1937-38 la tribuna in legno dei Distinti era stata giudicata pericolante e, nonostante la successiva costruzione di una gradinata in cemento, nel 1940 la società decide di abbandonare definitivamente l’impianto. I suoi ventimila posti non sono più considerati sufficienti e a Testaccio arrivano le ruspe. Restano però i ricordi di grandi vittorie e feste indimenticabili.
Dal 1929 al 1940 la Roma disputa a Campo Testaccio 161 partite di campionato, con un bilancio di 103 vittorie, 32 pareggi e 26 sconfitte. A queste si aggiungono, tra amichevoli e coppe, 47 successi, due pareggi e quattro sconfitte. Si conclude così la storia del vero “dodicesimo uomo” della Roma.
La storia del logo A.S.R. sulle maglie
La definizione dello stile del logo della A.S. Roma è un processo che si sviluppa lungo tutti gli anni Trenta, a pochi anni dalla nascita. Il 19 settembre 1937, in occasione della partita contro il Liguria valida per la seconda giornata di campionato, la squadra scende in campo con uno stemma inedito sulla maglia rossa. È ancora di forma circolare, ma presenta le tre iniziali A.S.R. intrecciate: la A e la R si trovano sullo stesso livello, mentre la S, posta al centro e leggermente più in basso, attraversa le altre due lettere. L’incontro si conclude sull’1-1. Questo emblema verrà poi utilizzato nuovamente in altre gare della stessa stagione e anche nei primi anni Quaranta, un’epoca in cui maglie e simboli cambiavano con grande frequenza, talvolta più volte nello stesso campionato.
Roma-Nova Gorica 7-0, il primo gol di Batistuta in giallorosso
Sette gol al Nova Gorica nel ritorno del primo turno di Coppa Uefa (l’andata era finita 4-1 per la Roma). Batistuta, in campo nel secondo tempo, trova il primo gol ufficiale con la maglia della Roma. Era il 28 settembre del 2000.
Napoli-Roma 0-3 Serie A 2008-2009
Una Roma scatenata distrugge il Napoli al San Paolo con un netto 3-0 nella prima giornata di ritorno di Serie A. Tre punti importanti per la banda Spalletti che aggancia proprio il Napoli e si rilancia prepotentemente per la corsa al quarto posto.
NAPOLI: Gianello, Santacroce, Cannavaro, Contini, Maggio, Blasi (81′ Montervino), Gargano, Pazienza (46′ Bogliacino), Mannini, Zalayeta (67′ Denis), Lavezzi. All.: Reja.
ROMA: Doni, Cassetti, Mexes, Juan, Riise; Brighi, De Rossi, Taddei (82′ Perrotta), Pizarro (46′ Aquilani), Baptista, Vucinic (70′ Menez). All.: Spalletti.
Marcatori: 18′ Mexes, 32′ Juan, 50′ Vucinic.
Roma-Lazio 2-0 Serie A 2010-2011
ROMA (4-2-3-1) – Doni, Burdisso, Mexes, Juan, Riise; Pizarro, De Rossi; Menez (57′ Taddei), Perrotta, Vucinic (83′ Simplicio); Totti (90′ Castellini). All.: Montella.
LAZIO (4-2-3-1): Muslera, Lichtsteiner, Biava, Stendardo, Radu; Ledesma, Matuzalem; Sculli, Hernanes (76′ Mauri), Zarate (76′ Kozak); Floccari (83′ Brocchi). All.: Reja.
Arbitro: Tagliavento.
Marcatori: 70′ e 90′ Totti.
Roma-Fiorentina 3-0 Supercoppa Italiana 2001
ROMA (3-4-1-2): Pelizzoli, Zebina, Samuel, Zago; Fuser (67’ Guigou), Tommasi, Assuncao (79′ Balbo), Candela; Totti; Batistuta, Montella (61’ Delvecchio). All.: Capello.
FIORENTINA (4-2-3-1): Taglialatela, Di Livio, Adani, Pierini, Moretti; Baronio (67’ Tarozzi), Cois (61’ Amaral); M. Rossi, Morfeo, Chiesa; Nuno Gomes (80’ Gonzales). All.: Mancini.
Arbitro: Cesari.
Marcatori: 6′ Candela, 54′ Montella, 80′ Totti.
Roma-Bordeaux 5-0 Coppa Uefa 1990-1991
ROMA: Zinetti, Tempestilli, Nela (75′ Piacentini), Berthold, Aldair, Comi, Desideri, Di Mauro, Voeller, Salsano (80′ Conti), Gerolin. All.: Bianchi.
BORDEAUX: Bell, Thouvenel, Lizarazu (65′ Bade), Senac, Battiston, Deschamps, Durand, Vervoort, Kieft, Ferreri, Plancque (46′ Fargeon). All.: Gili.
Arbitro: Blankenstein.
Marcatori: 10′ Voeller, 45′ Voeller, 50′ Voeller, 61′ Gerolin, 74′ Gerolin.
Tutti i gol della Roma in Coppa dei Campioni 1983-1984
Coppa dei Campioni 1983-1984
Sedicesimi di finale, andata: ROMA – IFK Goteborg 3-0 (Vincenzi, Conti, Cerezo)
Sedicesimi di finale, ritorno: IFK Goteborg – ROMA 2-1 (Gardner, Pruzzo, Righetti aut.)
Ottavi di finale, andata: CSKA Sofia – ROMA 0-1 (Falcao)
Ottavi di finale, ritorno: ROMA – CSKA Sofia 1-0 (Graziani)
Quarti di finale, andata: ROMA – Dinamo Berlino 3-0 (Grether aut., Pruzzo, Cerezo)
Quarti di finale, ritorno: Dinamo Berlino – ROMA 2-1 (Oddi, Thom, Ernst)
Semifinale, andata: Dundee United – ROMA 2-0 (Dodds, Stark)
Semifinale, ritorno: ROMA – Dundee United 3-0 (Pruzzo, Pruzzo, Di Bartolomei)
Finale: Liverpool – ROMA 1-1 (5-3 dcr) (Neal, Pruzzo)
Pisa-Roma 1-2 Serie A 1982-1983
PISA: Mannini, Secondini (16′ Garuti), Massimi, Vianello, Pozza, Mariani, Berggreen, Occhipinti, Sorbi, Casale, Todesco (73′ Birigozzi). All.: Vinicio.
ROMA: Tancredi, Nela, Vierchowod, Ancelotti, Falcao, Maldera, Chierico, Prohaska, Iorio (87′ Faccini), Di Bartolomei, Conti. All.: Liedholm.
Arbitro: Lo Bello.
Marcatori: 13′ Falcao, 60′ Di Bartolomei, 64′ Bergreen.
Roma-Dundee United 3-0 Coppa dei Campioni 1983-1984
ROMA: Tancredi, Nappi, Righetti, Nela, Falcao, Maldera, Conti, Cerezo (87′ Oddi), Pruzzo (79′ Chierico), Di Bartolomei, Graziani. All.: Liedholm.
DUNDEE UNITED: MaAlpine Stark (46′ Holt), Maipas, Gough, Hegarty, Narey, Bannon, Milne, Kirkwood, Sturrok (80′ Clark), Dodds. All.: McLean.
Arbitro: Vautrot.
Marcatori: 21′ Pruzzo, 38′ Pruzzo, 57′ Di Bartolomei.
Inter-Roma 1-3 Serie A 2016-2017
INTER (3-4-2-1): Handanovic, Murillo, Medel, D’Ambrosio; Candreva (75′ Gabriel Barbosa), Gagliardini, Kondogbia, Pericsic; Joao Mario (80′ Banega), Brozovic (55′ Eder); Icardi. All.: Pioli.
ROMA (5-3-2): Szczesny, Bruno Peres (89′ Vermaelen), Rudiger, Fazio, Manolas, Juan Jesus; Strootman, De Rossi (84′ Paredes), Nainggolan; Salah (71′ Perotti), Dzeko. All.: Spalletti.
Arbitro: Tagliavento.
Marcatori: 12′ e 56′ Nainggolan, 81′ Icardi, 85′ Perotti.
Napoli-Roma 2-4 Serie A 2017-2018
NAPOLI (4-3-3): Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui; Allan, Jorginho (75′ Milik), Zielinski (65′ Hamsik); Callejon, Mertens, Insigne. All.: Sarri.
ROMA (4-3-3): Alisson, Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi (88′ El Shaarawy), Nainggolan, Strootman; Perotti (80′ Pellegrini), Dzeko, Under (72′ Gerson). All.: Di Francesco.
Arbitro: Massa.
Marcatori: 6′ Insigne, 7′ Under, 26′ e 73′ Dzeko, 79′ Perotti, 90′ Mertens.
Roma-Verona 3-2 Serie A 2001-2002
ROMA (4-4-2): Antonioli, Zebina (46′ Batistuta), Samuel, Zago, Panucci; Cafu, Assuncao (69′ Tommasi), Emerson, Lima; Totti, Delvecchio (62′ Cassano). All.: Capello.
VERONA (3-4-3): Ferron, Cannavaro P., Zanchi, Gonnella; Oddo, Italiano, Colucci L., Seric; Camoranesi (69′ Colucci G.), Frick (73′ Gilardino), Mutu. All. Malesani.
Arbitro: Braschi.
Marcatori: 44′ e 53′ Mutu 53′, Assuncao 54′, Cassano 63′, Batistuta 90′.
Roma-Fiorentina 4-0 Serie A 2016-2017
ROMA (3-4-2-1): Szczesny; Manolas, Fazio, Rüdiger; Bruno Peres, Strootman, De Rossi (85′ Paredes), Emerson; Nainggolan (89′ Grenier), Dzeko; El Shaarawy (84′ Totti). All. Spalletti.
FIORENTINA (3-4-2-1): Tatarusanu; Sánchez, Rodríguez, Astori; Chiesa (78′ Cristóforo), Vecino, Badelj, Olivera (63′ Ilicic); Bernardeschi (74′ Tello), Babacar; Borja Valero. All. Sousa.
ARBITRO: Irrati.
MARCATORI: 38′ Dzeko; 58′ Fazio, 75′ Nainggolan, 82′ Dzeko.
Juventus-Roma 0-2 Serie A 2001-2002
JUVENTUS (4-4-2): Buffon, Zenoni C., Thuram, Iuliano, Pessotto (69’ Paramatti); Zambrotta, O’Neill (60’ Maresca), Tacchinardi (46’ Trezeguet), Nedved; Del Piero, Salas. All.: Lippi.
ROMA (4-4-2): Antonioli, Zebina, Samuel, Aldair, Panucci; Tommasi, Assuncao, Lima (72’ Cafu), Candela; Totti (79’ Montella), Batistuta. All.: Capello.
Arbitro: Cesari.
Marcatori: 37′ Batistuta, 90′ Assuncao.
Roma-Fiorentina 2-1 Serie A 1998-1999
ROMA (4-3-3): Chimenti; Cafu, Petruzzi, Wome, Candela; Tommasi, Di Biagio, Di Francesco; Gautieri (61′ Alenichev), Delvecchio (78′ Bartelt), Totti. All.: Zeman.
FIORENTINA (4-4-2): Toldo; Padalino, Falcone, Repka, Heinrich; Torricelli, Rui Costa, Amoroso C., Oliveira (79′ Morfeo); Batistuta, Edmundo (73′ Robbiati). All.: Trapattoni.
Arbitro: Bazzoli.
Marcatori: 32′ Batistuta, 89′ Alenichev, 90′ Totti.
Roma-Milan 5-0 Serie A 1997-1998
ROMA (4-3-3): Chimenti; Aldair (77’ Tetradze), Petruzzi, Zago, Candela; Tommasi, Di Biagio, Di Francesco; Paulo Sergio (77’ Gautieri), Delvecchio, Totti. All.: Zeman.
MILAN (4-4-2): Rossi: Daino, Cruz, Costacurta, Maldini; Ba (33’ Cardone), Desailly (68’ Nilsen), Donadoni, Ziege (46’ Leonardo); Weah, Maniero. All.: Capello.
Arbitro: Farina.
Marcatori: 16′ Candela, 20′ e 28′ Di Biagio, 39′ Paulo Sergio, 82′ Delvecchio.
Atalanta-Roma 0-1 Serie A 2004-2005
ATALANTA (4-4-2): Calderoni: Rivalta, Natali, Sala, Mingazzini (55′ Pagano); Migliaccio (79′ Lazzario), Bernardini, Marcolini (64′ Montolivo), Adriano; Budan, Makinwa. All.: Rossi.
ROMA (4-4-2): Curci; Ferrari, Mexes (60′ Scurto), Chivu (72′ Abel Xavier); Mancini, Perrotta, De Rossi, Virga; Montella, Cassano (64′ Aquilani). All.: Conti.
Arbitro: Bertini.
Marcatori: 50′ Cassano.
Lazio-Roma 1-4 Serie A 2015-2016
LAZIO (4-3-3): Marchetti; Patric, Bisevac, Hoedt, Braafheid; Biglia, Cataldi (84′ Djordjevic), Parolo; Felipe Anderson, Matri (56′ Klose), Candreva (56′ Keita Balde). All.: Pioli.
ROMA (4-2-3-1): Szczesny; Florenzi, Manolas, Rudiger, Digne; Keita, Pjanic; Salah (81′ Zukanovic), Nainggolan (71′ Iago Falque), El Shaarawy (60′ Dzeko); Perotti. All.: Spalletti.
Arbitro: Banti.
Marcatori: 15′ El Shaarawy, 64′ Dzeko, 75′ Parolo, 83′ Florenzi, 87′ Perotti.
Lazio-Roma 1-2 Serie A 2014-2015
LAZIO (4-2-3-1): Marchetti; Basta, De Vrij, Gentiletti, Lulic (55′ Cavanda); Biglia (79′ Cataldi), Parolo; Felipe Anderson, Mauri (76′ Djordjevic), Candreva; Klose. All.: Pioli.
ROMA (4-3-3): De Sanctis; Torosidis, Manolas, Yanga-Mbiwa, Holebas; De Rossi, Keita (68′ Pjanic), Nainggolan; Florenzi, Totti (61′ Ibarbo), Iturbe (85′ Doumbia). All.: Garcia.
Arbitro: Rizzoli.
Marcatori: 73′ Iturbe, 82′ Djordjevic, 85′ Yanga-Mbiwa.
Roma-Chelsea 3-1 Champions League 2008-2009
ROMA (4-4-2): Doni; Cicinho, Mexes, Juan, Panucci; De Rossi, Pizarro, Brighi, Perrotta (72′ Taddei); Vucinic (87′ Riise), Totti (51′ Baptista). All.: Spalletti.
CHELSEA (4-2-3-1): Cech; Bosingwa (62′ Kalou), Terry, Alex, Bridge; Mikel, Cole J. (46′ Belletti); Deco, Lampard, Malouda (46′ Drogba); Anelka. All.: Scolari.
Arbitro: Medina Cantalejo.
Marcatori: 34′ Panucci, 47′ e 58′ Vucinic, 75′ Terry.
Roma-Barcellona 3-0 Champions League 2017-2018
ROMA (3-4-1-2): Alisson; Fazio, Manolas, Juan Jesus; Florenzi, Strootman, De Rossi, Kolarov; Nainggolan (77′ El Shaarawy); Shick (72′ Under), Dzeko. All.: Di Francesco.
BARCELLONA (4-4-2): Ter Stegen; Semedo (85′ Paco Alcacer), Piquè, Umtiti, Jordi Alba; Sergi Roberto, Rakitic, Busquets (85′ Dembelè), Iniesta (81′ André Gomes); Messi, Suarez. All.: Valverde.
Arbitro: Turpin.
Marcatori: 6′ Dzeko, 58′ De Rossi, 82′ Manolas.
Roma-Chelsea 3-0 Champions League 2017-2018
ROMA (4-3-3): Alisson; Kolarov, Juan Jesus, Fazio, Florenzi (76′ Manolas); Nainggolan, De Rossi, Strootman; Perotti (87′ Pellegrini), Dzeko, El Shaarawy (75′ Gerson). All. Di Francesco.
CHELSEA (4-3-3): Courtois; Cahill (56′ Willian), Azpilicueta, David Luiz, Rudiger; Bakayoko, Fabregas (71′ Drinkwater), Marcos Alonso; Pedro, Morata (75′ Batshuayi), Hazard. All. Conte.
Arbitro: Eriksson.
Marcatori: 1′ El Shaarawy, 36′ El Shaarawy, 63′ Perotti.
Roma-Genoa 3-2 Serie A 2016-2017
ROMA (4-2-3-1): Szczesny; Ruediger, Manolas, Fazio, Emerson Palmieri (18′ Mario Rui); Strootman, De Rossi; Salah (54′ Totti), Nainggolan, El Shaarawy (69′ Perotti); Dzeko. All.: Spalletti.
GENOA (3-4-2-1): Lamanna; Biraschi, Munoz, Gentiletti; Lazovic, Veloso, Cofie; Laxalt; Hiljemark (56′ Cataldi), Palladino (50′ Ninkovic); Pellegri (69′ Ntcham). All.: Juric.
Arbitro: Tagliavento.
Marcatori: 3′ Pellegri, 9′ Dzeko, 74′ De Rossi, 79′ Lazovic, 90′ Perotti.
Roma-Torino 3-2 Serie A 2015-2016
ROMA (4-3-3): Szczesny; Maicon, Rudiger, Manolas, Emerson Palmieri (59′ Dzeko); Florenzi, Keita (86′ Totti), Nainggolan; Salah, Perotti, El Shaarawy (80′ Pjanic). All.: Spalletti.
TORINO (3-5-2): Padelli; Maksimovic, Glik, Moretti; Bruno Peres, Baselli (72′ Vives), Gazzi (90′ Edera), Obi, Gaston Silva (63′ Molinaro); Belotti, Martinez. All.: Ventura
Arbitro: Calvarese.
Marcatori: 35′ Belotti, 65′ Manolas, 80′ Martinez, 86′ e 89′ Totti.
Lazio-Roma 1-2 Serie A 2009-2010
LAZIO (3-5-2): Muslera; Dias, Stendardo (5′ Biava), Radu; Lichtsteiner (63′ Zarate), Brocchi, Ledesma, Mauri, Kolarov; Floccari (71′ Cruz), Rocchi. All.: Reja.
ROMA (4-3-2-1): Julio Sergio Bertagnoli; Cassetti, Burdisso, Juan, Riise; Perrotta, Pizarro, De Rossi (46′ Taddei); Vucinic (81′ Brighi), Totti (46′ Menez); Toni. All.: Ranieri.
Arbitro: Tagliavento.
Marcatori: 13′ Rocchi, 52′ e 62′ Vucinic.
Roma-Inter 2-1 Serie A 2009-2010
ROMA (4-3-3): Julio Sergio Bertagnoli; Cassetti, Burdisso, Juan, Riise; Perrotta, Pizarro, De Rossi (72′ Brighi); Menez (66′ Taddei), Toni, Vucinic (85′ Totti). All.: Ranieri.
INTER (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti J.; Stankovic (59′ Pandev), Cambiasso (75′ Chivu), Thiago Motta (75′ Quaresma); Sneijder; Milito, Eto’o. All.: Mourinho.
Arbitro: Morganti.
Marcatori: 16′ De Rossi, 65′ Milito, 72′ Toni.
Real Madrid-Roma 1-2 Champions League 2007-2008
REAL MADRID (4-2-3-1): Casillas; Salgado (64′ Torres), Pepe, Cannavaro, Heinze; Diarra (61′ Drenthe), Gago; Guti, Baptista (85′ Soldado), Robinho; Raul. All. Schuster.
ROMA (4-2-3-1): Doni; Cicinho (87′ Panucci), Mexes, Juan, Tonetto; Aquilani, De Rossi; Perrotta (76′ Pizarro), Taddei, Mancini (65′ Vucinic); Totti. All. Spalletti.
Arbitro: Vassaras.
Marcatori: 72′ Taddei, 75′ Raul, 93′ Vucinic.
Inter-Roma 0-1 Supercoppa Italiana 2007
INTER (4-3-1-2): Julio Cesar; Burdisso (87′ Cruz), Cordoba, Materazzi, Chivu; Vieira (67′ Cambiasso), Dacourt (53′ Figo), Zanetti; Stankovic; Ibrahimovic, Suazo. All.: Mancini.
ROMA (4-2-3-1): Doni; Cassetti, Panucci, Mexes, Tonetto; De Rossi, Aquilani; Taddei, Giuly (74′ Brighi), Vucinic (91′ Rosi); Totti. All.: Spalletti.
Arbitro: Rosetti.
Marcatori: 78′ De Rossi.
Roma-Inter 6-2 Finale Coppa Italia 2006-2007
ROMA (4-2-3-1): Doni; Panucci, Ferrari, Mexes (46′ Cassetti), Chivu; De Rossi, Pizarro (87′ Tonetto); Taddei (77′ Aquilani), Perrotta, Mancini; Totti. All.: Spalletti.
INTER (4-4-2): Toldo; Maicon, Cordoba, Materazzi, Maxwell (68′ Grosso); Stankovic, Dacourt, Zanetti, Figo (52′ Vieira); Adriano (58′ Recoba), Crespo. All.: Mancini.
Arbitro: Saccani.
Marcatori: 1′ Totti, 5′ De Rossi, 15′ Perrotta, 20′ Crespo, 30′ Mancini, 55′ Panucci, 57′ Crespo, 89′ Panucci.
Lione-Roma 0-2 Champions League 2006-2007
LIONE (4-3-3): Coupet; Reveillere (69′ Benzema), Squillaci, Cris, Abidal; Tiago, Diarra (46′ Kallstroem), Juninho; Govou (46′ Wiltord), Fred, Malouda. All.: Houllier.
ROMA (4-2-3-1): Doni; Cassetti, Mexes, Chivu, Tonetto; De Rossi, Pizarro; Taddei, Perrotta, Mancini (90′ Faty); Totti. All.: Spalletti.
Arbitro: Mejuto Gonzales.
Marcatori: 22′ Totti, 44′ Mancini.
Lazio-Roma 0-2 Serie A 2005-2006
LAZIO (4-4-2): Peruzzi, Oddo, Siviglia, Cribari, Zauri; Behrami, Dabo, Liverani, Manfredini (30′ Bonanni, 83′ Tare); Di Canio (68′ Pandev), Rocchi. All.: D. Rossi.
ROMA (4-2-3-1): Doni, Panucci, Mexes, Chivu, Cufrè, De Rossi, Aquilani (80′ Dacourt), Taddei (88′ Kharja), Perrotta, Mancini, Montella (68′ Tommasi). All.: Spalletti.
Arbitro: Trefoloni.
Marcatori: 31′ Taddei, 63′ Aquilani.
Roma-Juventus 4-0 Serie A 2003-2004
ROMA (4-4-2): Pelizzoli; Zebina, Samuel, Chivu, Panucci; Mancini, Emerson, Dacourt (90’ De Rossi), Lima; Totti (89’ D’Agostino), Cassano (87′ Carew). All.: Capello.
JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Thuram, Legrottaglie, Montero, Zambrotta; Camoranesi (67’ Appiah), Conte (58’ Tudor), Tacchinardi, Nedved; Trezeguet, Di Vaio (45’ Miccoli). All.: Lippi.
Arbitro: Collina.
Marcatori: 14′ Dacourt 53′ Totti, 70′ e 85′ Cassano.
Lazio-Roma 1-5 Serie A 2001-2002
LAZIO (3-5-2): Peruzzi; Nesta (46′ Gottardi), Mihajlovic, Couto; D. Baggio (46′ Poborsky), Stankovic, Giannichedda, Fiore, Pancaro; Crespo, Inzaghi (75′ Liverani). All. Zaccheroni.
ROMA (3-4-1-2): Antonioli; Panucci, Samuel, Zebina; Cafu, Lima, Emerson (84′ Assuncao), Candela; Totti; Montella (74′ Cassano), Delvecchio (60′ Tommasi). All. Capello.
Arbitro: Rosetti.
Marcatori: 12′, 29′, 37′ e 64′ Montella, 53′ Stankovic, 72′ Totti.
Roma-Parma 3-1 Serie A 2000-2001
ROMA (3-4-1-2): Antonioli; Zebina (65′ Mangone), Samuel, Zago; Cafu, Tommasi, Emerson, Candela; Totti; Batistuta (80′ Delvecchio), Montella (80′ Nakata). All.: Capello.
PARMA (3-4-1-2): Buffon; P.Cannavaro, Thuram, F.Cannavaro; Sartor (53′ Amoroso), Sensini, Almeyda (75′ Benarrivo), Falsini, Fuser (57′ Boghossian); Di Vaio, Milosevic. All.: Ulivieri.
Arbitro: Braschi.
Marcatori: 19′ Totti, 39′ Montella, 78′ Batistuta, 82′ Di Vaio.
Juventus-Roma 2-2 Serie A 2000-2001
JUVENTUS (3-4-1-2): Van der Sar; Tudor, Iuliano (90’ Ferrara), Montero; Zambrotta, Tacchinardi, Davids, Pessotto; Zidane; Del Piero (80’ Conte), Inzaghi (84’ Kovacevic). All.: Ancelotti.
ROMA (3-4-3): Antonioli; Zebina, Samuel, Aldair; Cafu, Tommasi, Zanetti (60’ Assuncao), Candela; Totti (60’ Nakata), Batistuta, Delvecchio (46’ Montella). All.: Capello.
Arbitro: Braschi.
Marcatori: 4′ Del Piero, 6′ Zidane, 79′ Nakata, 90′ Montella.
Liverpool-Roma 0-1 Coppa Uefa 2000-2001
LIVERPOOL (4-4-2): Westerveld; Babbel, Henchoz, Hyypia, Carragher; Barmby (81′ Fowler), Hamann, McAllister, Ziege; Owen (68′ Smicer), Heskey. All.: Houllier.
ROMA (3-5-2): Antonioli; Zebina, Samuel, Zago; Rinaldi (59′ Guigou), Tommasi, Assuncao, Candela; Nakata; Montella (77′ Balbo), Delvecchio (59′ Batistuta). All.: Capello.
Arbitro: Garcia Aranda.
Marcatori: 70′ Guigou.
Roma-Lazio 4-1 Serie A 1999-2000
ROMA (3-4-1-2): Antonioli; Zago, Aldair, Mangone; Cafu, Zanetti C. (67′ Di Francesco), Assuncao, Candela; Totti (90′ Fabio Junior); Montella, Delvecchio (60′ Tommasi). All.: Capello.
LAZIO (4-4-2): Marchegiani; Negro (47′ Favalli), Nesta, Mihajlovic, Pancaro; Veron, Simeone, Almeyda (60′ Conceicao), Nedved; Salas (73′ Inzaghi S.), Boksic. All.: Eriksson.
Arbitro: Tombolini.
Marcatori: 7′ e 26′ Delvecchio, 11′ e 31′ Montella, 52′ Mihajlovic.
Roma-Lazio 3-1 Serie A 1998-1999
ROMA (4-3-3): Konsel; Cafu (79′ Quadrini), Zago, Aldair, Candela; Alenichev, Tommasi, Di Francesco; Gautieri (68′ Paulo Sergio), Delvecchio, Totti. All.: Zeman.
LAZIO (4-4-2): Marchegiani; Negro, Nesta, Mihajlovic, Pancaro; Sergio Conceicao (62′ Lombardo), Mancini (69′ De La Pena), Almeyda, Nedved; Vieri, Salas (62′ Boksic). All.: Eriksson.
Arbitro: Borriello.
Marcatori: 13′ e 43′ Delvecchio, 79′ Vieri, 90′ Totti.
Roma-Slavia Praga 3-1 Coppa Uefa 1995-1996
ROMA: Cervone; Annoni, Aldair, Lanna; Moriero, Di Biagio (65′ Statuto), Giannini, Carboni; Totti; Balbo, Fonseca (46′ Cappioli). All.: Mazzone.
SLAVIA PRAGA: Stejskal; Lerch (106′ Stajner), Suchoparek, Bejbl, Kozel, Novotny, Smicer (86′ Vagner), Penicka, Poborsky; Hisky, Kristofik (69′ Vavra). All.: Cipro.
Arbitro: Ouzounov.
Marcatori: 60′ Moriero, 82′ Giannini, 99′ Moriero, 114′ Vavra.
Lazio-Roma 0-3 Serie A 1994-1995
LAZIO (4-3-3): Marchegiani; Negro, Bergodi, Chamot, Favalli (56′ Cravero); Fuser, Di Matteo, Winter; Rambaudi, Boksic (11′ Casiraghi), Signori. All.: Zeman.
ROMA (3-5-2): Cervone; Petruzzi, Aldair (82′ Benedetti), Lanna; Moriero (67′ Annoni), Cappioli, Piacentini, Giannini, Carboni; Balbo, Fonseca. All.: Mazzone.
Arbitro: Boggi.
Marcatori: 2′ Balbo, 25′ Cappioli, 51′ Fonseca.
Roma-Torino 5-2 Finale Coppa Italia 1992-1993
ROMA: Fimiani, Garzja, Piacentini (90′ Salsano), Bonacina (89′ Muzzi), Benedetti, Comi, Mihajlovic, Haessler, Carnevale, Giannini, Rizzitelli. All.: Boskov.
TORINO: Marchegiani, Bruno, Mussi, Fortunato, Cois, Fusi, Sordo (89′ Falcone), Venturin, Aguilera (77′ Casagrande), Scifo, Silenzi. All.: Mondonico.
Arbitro: Sguizzato.
Marcatori: 22′ Giannini, 45′ Silenzi, 47′ Rizzitelli, 49′ Giannini, 53′ Silenzi, 55′ Giannini, 65′ Mihajlovic.
Roma-Milan 2-0 Coppa Italia 1992-1993
ROMA: Cervone, Garzya, Piacentini, Bonacina, Benedetti, Comi, Muzzi, Haessler, Caniggia, Giannini (38′ Tempestilli), Aldair (83′ Salsano). All.: Boskov.
MILAN: Cudicini, Gambaro, Maldini, Evani, Costacurta, Baresi, Eranio, Boban, Papin, Gullit (65′ Massaro), Simone (53′ Lentini). All.: Capello.
Arbitro: Pairetto.
Marcatori: 12′ Muzzi, 89′ Caniggia.
Sampdoria-Roma 1-1 Finale Coppa Italia 1990-1991
SAMPDORIA: Pagliuca, Mannini, Katanec, Pari, Vierchowod, Lanna (62′ Branca), Lombardo, Cerezo, Vialli, Mancini, Invernizzi (56′ Mikhaijlichenko). All.: Boskov.
ROMA: Cervone, Pellegrini S., Carboni, Gerolin, Aldair, Nela, Desideri, Di Mauro, Voeller (84′ Salsano), Giannini (67′ Tempestilli), Rizzitelli. All.: Bianchi.
Arbitro: Pezzella.
Marcatori: 56′ Voeller, 79′ Aldair (aut.).
Roma-Broendby 2-1 Coppa Uefa 1990-1991
ROMA: Cervone, Pellegrini, Nela, Berthold, Aldair, Comi (71′ Muzzi), Desideri, Di Mauro, Voeller (88′ Gerolin), Giannini, Rizzitelli. All.: Bianchi.
BROENDBY: Schmeichel, Jensen Bj., Jensen Br., Olsen L., Rasmussen (75′ Madsen), Jensen J., Christofte, Jensen H. (88′ Elahor), Pingel, Christensen, Vilfort. All.: Olsen M.
Arbitro: Soriano Aladren.
Marcatori: 33′ Rizzitelli 62′ Nela (aut.) 87′ Voeller.
Roma-Dundee 3-0 Coppa dei Campioni 1983-1984
ROMA: Tancredi, Nappi, Righetti, Nela, Falcao, Maldera, Conti, Cerezo (87′ Oddi), Pruzzo (79′ Chierico), Di Bartolomei, Graziani. All.: Liedholm.
DUNDEE: MaAlpine Stark (46′ Holt), Maipas, Gough, Hegarty, Narey, Bannon, Milne, Kirkwood, Sturrok (80′ Clark), Dodds. All.: McLean.
Arbitro: Vautrot.
Marcatori: 21′ e 38′ Pruzzo, 57′ Di Bartolomei.