Verona-Roma 0-2 Serie A

Sette anni di attesa, sofferenze, delusioni, promesse mancate e notti amare. Sette anni di purgatorio cancellati in novanta minuti di battaglia al Bentegodi. Alla sua prima stagione sulla panchina giallorossa, Gian Piero Gasperini compie l’impresa: espugna Verona, riporta la Roma nell’Europa che conta e interrompe una maledizione che sembrava infinita. Proprio nell’anno del centenario, la squadra giallorossa torna dove merita: tra le grandi d’Europa.

È stata una cavalcata durissima, fatta di inciampi, critiche, momenti di sconforto e risalite rabbiose. Ma nel momento decisivo la Roma ha tirato fuori il carattere dei grandi: sei vittorie nelle ultime sette, quindici punti pesantissimi nelle ultime cinque, una rincorsa furiosa culminata nella notte più bella.

La notte di Paulo Dybala, genio assoluto e trascinatore. La notte di Mile Svilar, muro invalicabile quando serviva. La notte di Stephan El Shaarawy, firma finale su una festa attesa troppo a lungo. Ma soprattutto la notte di Gasperini, l’uomo che ci ha creduto fino all’ultimo secondo, senza mai abbassare lo sguardo.

Al Bentegodi si respirava tensione pura. Una serata da vivere con il fiato sospeso e l’orecchio incollato agli altri campi. La Roma parte forte ma sbatte contro il muro organizzato del Verona. I giallorossi faticano a trovare ritmo, concedono qualcosa in ripartenza e tremano quando Bowie si presenta davanti a Svilar, ma il portierone serbo risponde presente e tiene in piedi tutto.

Dybala prova a scuotere i suoi con lampi di classe, punizioni velenose e giocate da fuoriclasse. Il Verona resiste, Montipò salva tutto e il primo tempo si chiude con più paure che certezze. Ma questa Roma ha imparato a soffrire.

Nella ripresa Gasperini cambia volto alla squadra e al 50’ arriva l’episodio che cambia tutto. Dybala scappa via, Valentini lo stende: secondo giallo e Verona in dieci. Da lì parte l’assalto. Sul corner successivo il tocco di mano di Bowie viene punito con il rigore. Malen sbaglia, ma il destino stavolta è giallorosso: sulla respinta c’è ancora Dybala, che serve l’assist perfetto per il vantaggio.

Da lì è battaglia vera. Occasioni sprecate, cuore in gola, il Verona che ci prova fino all’ultimo respiro. Poi, al 93’, l’esplosione. Ancora Dybala illumina, ancora una giocata da campione, e El Shaarawy con un pallonetto morbido firma il 2-0 che fa saltare tutto il popolo romanista. È il gol che fa partire la festa. Il gol che vale la Champions. Il gol che cancella anni di attesa.

Non serve nemmeno guardare gli altri risultati: la Roma è padrona del proprio destino. Mentre cadono clamorosamente Juventus e Milan, i giallorossi si riprendono il palcoscenico che gli spetta. Da quella notte di Oporto del marzo 2019 è passata un’eternità. Adesso il conto è chiuso. La Roma torna grande, torna in Champions, torna a far battere forte il cuore di un popolo intero. La Roma è tornata. E stavolta fa sul serio.

VERONA (3-5-2): Montipò; Nelsson, Edmundsson, Valentini; Belghali (86′ Vermesan), Akpa Akpro, Lovric (58’ Al Musrati), Harroui (70′ Sarr), Frese (70′ Bradaric); Suslov (58’ Bella-Kotchap), Bowie. All.: Sammarco. 

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ghilardi (46’ Ziolkowski, 72′ Koné), Hermoso; Celik, Cristante, Pisilli (46’ El Aynaoui), Rensch; Soulé (72′ El Shaarawy), Dybala; Malen (84′ Vaz). All.: Gasperini.

Arbitro: Sozza.

Marcatori: 56’ Malen, 93′ El Shaarawy.

Roma-Lazio 2-0 Serie A

La Roma conquista il derby e mette un piede concreto in Champions League. Non è stata una partita spettacolare sul piano tecnico, soprattutto nel primo tempo, giocato con ritmi spezzati e tanta tensione. Tuttavia, nella ripresa i giallorossi hanno mostrato maggiore solidità e determinazione, costruendo una vittoria meritata che permette alla squadra di presentarsi all’ultima giornata contro il Verona con il destino completamente nelle proprie mani. Dopo il sorpasso sulla Juventus, l’entusiasmo nell’ambiente romanista è altissimo e la sensazione è quella di una squadra che ha ritrovato fiducia e consapevolezza nei propri mezzi.

Grande protagonista è Gian Piero Gasperini, che vede premiato il lavoro svolto durante tutta la stagione. Se qualcuno gli avesse prospettato mesi fa una Roma così vicina alla qualificazione europea più importante, probabilmente avrebbe accolto la notizia con soddisfazione ma anche con sorpresa. Oggi, invece, il tecnico si gode l’abbraccio della curva e il pieno controllo del progetto tecnico insieme alla proprietà Friedkin. La squadra arriva da quattro successi consecutivi e sembra attraversare uno dei momenti più positivi dell’anno.

Il derby contro la Lazio è stato combattuto e nervoso, caratterizzato da molti falli e da continui scontri in campo, culminati con l’espulsione di Rovella e Wesley. A decidere il match sono stati i calci d’angolo e soprattutto Gianluca Mancini, autore di una splendida doppietta di testa. La Lazio ha avuto alcune occasioni nella prima parte della gara, ma non è riuscita a concretizzarle, mostrando poca lucidità negli ultimi metri. La Roma, invece, ha saputo essere più concreta e incisiva, creando molte più opportunità dentro l’area avversaria.

Anche senza una prestazione straordinaria di Malen, i giallorossi hanno trovato qualità nelle giocate di Dybala, che ha alternato pause a colpi di grande classe. Ora resta soltanto l’ultimo passo: la trasferta di Verona, dove la Roma si giocherà l’accesso alla grande Europa con entusiasmo, concretezza e la convinzione di poter completare una rincorsa che fino a poche settimane fa sembrava quasi impossibile.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini (83` Ziolkowski), Ndicka (37` Rensch), Hermoso; Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Dybala (88` Dovbyk), Pisilli (46` El Shaarawy); Malen (83` Soulè). All.: Gasperini.

LAZIO (4-3-3): Furlanetto; Marusic (79` Lazzari), Gila, Provstgaard, Nuno Tavares; Basic, Rovella, Taylor (62` Dele-Bashiru); Cancellieri (72` Isaksen), Dia (46` Maldini), Noslin (79` Noslin). All.: Sarri.

Arbitro: Maresca.

Marcatori: 40′, 66′ Mancini.

Parma-Roma 2-3 Serie A

La Roma conquista una vittoria pesantissima al Tardini al termine di una partita folle e ricca di emozioni, rilanciando con forza la propria corsa verso la Champions League. I giallorossi battono il Parma 3-2 dopo oltre cento minuti di battaglia grazie a due reti segnate nel recupero, un epilogo mai visto in questa stagione per la squadra di Gasperini.

L’avvio della Roma è aggressivo e convincente. Dopo un gol annullato a Malen per fuorigioco, è proprio l’olandese a sbloccare il risultato al 22’, sfruttando alla perfezione un assist di Dybala dopo il recupero di Koné. I capitolini dominano il primo tempo e sfiorano il raddoppio con Soulé, fermato soltanto dal palo.

Nella ripresa però il Parma reagisce immediatamente: un errore di Hermoso spalanca la strada al pareggio di Strefezza. La squadra di Cuesta cresce e mette in difficoltà la Roma, che spreca diverse occasioni per tornare avanti. Nel finale Keita firma addirittura il 2-1 emiliano, facendo temere il peggio ai tifosi romanisti.

Quando tutto sembra perduto, entra in scena Rensch. Al 94’ l’olandese trova il pareggio con uno splendido tiro a giro dal limite. Poco dopo conquista anche il rigore decisivo dopo l’intervento del Var. Dal dischetto Malen non sbaglia e firma il definitivo 3-2 facendo esplodere la panchina giallorossa.

Con questo successo la Roma resta quinta ma aggancia il Milan e si porta a un solo punto dalla Juventus. La corsa Champions resta apertissima e il prossimo derby potrebbe diventare decisivo per il futuro europeo dei giallorossi.

PARMA (5-3-2): Suzuki; Delprato (73′ Britschgi), Troilo, Circati, Valenti, Valeri (73′ Carboni) ; Ordonez, Nicolussi Caviglia (78′ Estevez), Keita; Strefezza (52′ Pellegrino), Elphege (78′ Almqvist). All. Cuesta.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso (52′ Ghilardi); Celik (73′ Rensch), Cristante (C) (57′ El Aynaoui), Koné (73′ Venturino), Wesley; Soulé (57′ Pisilli), Dybala; Malen.

Arbitro: Chiffi.

Marcatori: 22′ Malen, 47′ Strefezza, 86′ Keita, 90+4′ Rensch, 90+11′ Malen.

Roma-Fiorentina 4-0 Serie A

Un successo travolgente al termine di un fine settimana impeccabile. La Roma domina una Fiorentina ormai senza obiettivi e si porta a un solo punto dal quarto posto e a tre dal terzo, superando anche il Como. Una gara a senso unico, con la squadra di Gasperini finalmente al completo e protagonista di una prestazione ricca di sicurezza e qualità, forse la migliore della stagione.

A rompere l’equilibrio, dopo una traversa colpita da Donyell Malen, è Gianluca Mancini con un colpo di testa su corner battuto da un ispiratissimo Niccolò Pisilli. La Fiorentina fatica a reagire e, cinque minuti più tardi, arriva il raddoppio: azione ben costruita da Matías Soulé e Zeki Çelik, rifinita dal tocco di Mario Hermoso e conclusa con il tiro a giro vincente di Wesley.

La porta difesa da De Gea è costantemente sotto pressione e al 34’ arriva anche il terzo gol, firmato ancora da Hermoso al termine di una travolgente azione personale di Manu Koné. Nella ripresa il copione non cambia, se non per un palo colpito da Braschi. Malen continua a creare pericoli, centrando un’altra traversa prima di servire, con una giocata di esterno, ancora Pisilli, che firma il definitivo 4-0.

Nel finale trovano spazio anche El Shaarawy e Dybala. La Roma si assicura così almeno un posto in Europa, ma guarda decisamente più in alto: a tre giornate dalla fine, la corsa alla Champions League con Juventus e Milan si fa sempre più intensa.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini (71′ Ghilardi), N’Dicka, Hermoso (82′ Ziolkowski); Celik, Cristante, Koné (63′ El Shaarawy), Wesley; Soulé (71′ Dybala), Pisilli; Malen (82′ Vaz). All.: Gasperini.

FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodò, Pongracic (46′ Comuzzo), Ranieri, Gosens; Brescianini (75′ Fabbian), Fagioli (75′ Fazzini), Ndour; Harrison (46′ Braschi), Gudmundsson (46′ Parisi), Solomon. All.: Vanoli.

Arbitro: Zufferli.

Marcatori: 13′ Mancini, 17′ Wesley, 34′ Hermoso, 58′ Pisilli.

Bologna-Roma 0-2 Serie A

La Roma espugna il Dall’Ara battendo 2-0 il Bologna e continua a inseguire il sogno Champions. Decisivo Donyell Malen, protagonista assoluto con un gol e l’assist per El Aynaoui, in una serata che permette ai giallorossi di restare a soli tre punti dal quarto posto occupato dalla Juventus.

Il successo assume ancora più peso alla luce delle turbolenze societarie che hanno segnato la settimana romanista, tra l’addio di Claudio Ranieri e il rapporto ormai ai titoli di coda tra Gian Piero Gasperini e il direttore sportivo Massara. In un contesto di profilo basso da parte del club, è stato proprio Gasperini a prendersi la scena, ribadendo il ruolo centrale di società e tifoseria, concetti rafforzati anche da Gianluca Mancini con un messaggio chiaro: la Roma viene prima di tutto.

La squadra ha risposto sul campo mostrando compattezza e totale adesione al progetto tecnico, senza lasciarsi condizionare dalle tensioni esterne. A trascinare i giallorossi c’è un Malen in stato di grazia: il suo impatto dal mercato invernale lo colloca tra i migliori innesti di gennaio degli ultimi anni.

Tra i segnali positivi spicca anche il ritorno di Paulo Dybala, rientrato dopo tre mesi di assenza. Ora l’obiettivo è chiaro: fare bottino pieno nelle ultime quattro sfide contro Fiorentina, Parma, Lazio e Verona per tentare l’assalto definitivo alla Champions. Gasperini si prepara a giocarsi tutto, assumendosi in prima persona il peso della rincorsa finale.

BOLOGNA (3-4-3): Ravaglia; Helland (dal 77′ Vitik), Lucumi, Heggem; Joao Mario (dal 65’ De Silvestri), Freuler, Ferguson, Miranda (dal 46’ Zortea); Orsolini (dal 77′ Cambiaghi), Castro (dal 46’ Odgaard), Rowe. All.: Italiano.

ROMA (3-4–2-1): Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso (dal 61’ Ghilardi); Celik (dal 46’ Rensch), Cristante, El Aynaoui, Wesley; Pisilli (dal 94′ Ziolkowski), Soulé (dal 61’ Vaz), Malen (dal 77′ Dybala). All.: Gasperini.

Arbitro: Di Bello.

Marcatori: 7’ Malen, 46′ El Aynaoui.

Roma-Atalanta 1-1 Serie A

Un solo punto non basta a chiudere una ferita, soprattutto quando è così profonda. Il pareggio per 1-1, combattuto e cercato, non riesce a sistemare una rottura ormai evidente né a nascondere problemi che restano lì, pronti a riemergere. Forse una vittoria avrebbe dato respiro alla Roma in un momento complicato, ma contro l’Atalanta arriva solo un punto che pesa poco nella corsa alla Champions League, sempre più lontana. La Juventus allunga, ora è a 5 lunghezze, mentre l’aggancio al quinto posto del Como ha un valore relativo.

A fine partita i fischi della Curva Sud raccontano tutta la tensione che si respira, anche se la squadra, soprattutto nel secondo tempo, ha reagito con carattere. Ma quando la crepa è profonda, un semplice risultato non basta a ricucire: serve capire cosa succederà, anche se tutto lascia pensare che certe fratture siano ormai definitive. In questo clima, il direttore sportivo Massara prova ad abbassare i toni prima del match, parlando di “normale dialettica” dopo gli scontri tra Ranieri e Gasperini. Ma la distanza tra l’allenatore e la dirigenza resta evidente, con una tregua fragile e una pace ancora lontana.

Il pubblico percepisce tutto questo: sugli spalti compaiono striscioni chiari, che mettono la Roma al di sopra di tutto e criticano la società. Intanto sugli schermi dello stadio si evita accuratamente di mostrare i protagonisti della tensione, come Ranieri o lo stesso Massara, quasi a voler evitare nuove contestazioni.

In campo si vede una partita intensa, giocata a ritmi alti e fatta di continui ribaltamenti di fronte, nel pieno stile di Gasperini. Il primo tempo è più brillante, mentre nella ripresa subentra la fatica, anche se la Roma continua a cercare la vittoria. L’Atalanta passa con Krstovic, sfruttando un gioco verticale e aggressivo, ma i giallorossi rispondono poco prima dell’intervallo con Hermoso, al termine di un’azione costruita sulle fasce e finalizzata da un difensore inseritosi centralmente. Alla fine resta solo un pareggio che serve a poco: fischi, silenzi e soprattutto una frattura profonda che ormai è venuta allo scoperto.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini (60′ Ghilardi), Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, El Aynaoui (60′ Pisilli), Rensch (77′ Tsimikas); Soulé (71′ Vaz), El Shaarawy (60′ Venturino); Malen. All.: Gasperini. 

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (46′ Kossounou), Djimsiti, Kolasinac (46′ Ahanor); Bellanova (54′ Bernasconi), De Roon, Ederson (79′ Pasalic), Zappacosta; De Ketelaere (46′ Zalewski), Raspadori; Krstovic. All.: Palladino.

Arbitro: Marcenaro. 

Marcatori: 12′ Krstovic, 45′ Hermoso.

Roma-Pisa 3-0 Serie A

La Roma torna al successo davanti al proprio pubblico superando con un netto 3-0 il Pisa nell’anticipo della 32ª giornata di Serie A. Dopo la pesante sconfitta rimediata a San Siro contro l’Inter, i giallorossi reagiscono con carattere e qualità, offrendo una prestazione convincente sotto la guida di Gasperini. Protagonista assoluto del match è Donyell Malen, autore di una straordinaria tripletta che decide l’incontro già nei momenti chiave della gara.

La partita si sblocca subito: bastano appena tre minuti alla Roma per trovare il vantaggio. Un lancio lungo sorprende la difesa del Pisa, Malen ne approfitta, supera un difensore al limite dell’area e batte il portiere senza difficoltà. Dopo il gol iniziale, i ritmi si abbassano e il Pisa prova a reagire, rendendosi pericoloso con Tramoni, ma trova sulla sua strada un attento Svilar.

Nel finale del primo tempo la Roma torna a spingere: prima sfiora il raddoppio con Pellegrini su punizione, fermato solo dalla traversa, poi trova il 2-0 grazie ancora a Malen, bravo a sfruttare una situazione confusa in area di rigore. Nella ripresa il Pisa parte con maggiore aggressività, ma proprio nel suo momento migliore arriva il terzo gol dei giallorossi: Malen completa la sua tripletta al 52’, chiudendo di fatto la partita.

Nel finale la Roma gestisce il vantaggio senza particolari rischi, concedendo solo un’occasione agli avversari, e porta a casa tre punti fondamentali. Con questa vittoria, i giallorossi raggiungono quota 57 punti in classifica, e si portano a -3 dalla Juventus quarta, restando in piena corsa per un posto in Champions League.

Inter-Roma 5-2 Serie A

INTER (3-5-2): Sommer; Akanji, Acerbi, Bastoni (dal 13’ st Darmian); Dumfries, Barella, Calhanoglu (dal 22’ st Sucic), Zielinski (dal 31’ st Mkhitaryan), Dimarco; Lautaro Martinez (dal 13’ st Bonny), Thuram (dal 21’ st Esposito). All. Chivu.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini (dal 1’ st Ghilardi), Ndicka, Hermoso (dal 36’ st Ziolkowski); Celik, Cristante, Pisilli, Rensch (dal 13’ st Tsimikas); Soulé (dal 19’ st El Shaarawy), Pellegrini; Malen. All. Gasperini.

Arbitro: Sozza.

Marcatori: 1’ Lautaro, 40’ Mancini, 45’+2 Calhanoglu (I), 52′ Lautaro, 55’ Thuram, 63’ Barella, 70’ Pellegrini.

Roma-Lecce 1-0 Serie A

La Roma torna al successo dopo un mese battendo il Lecce allo stadio Stadio Olimpico, conquistando tre punti fondamentali nella corsa alla Champions. A decidere una partita tutt’altro che brillante è stato il giovane talento francese Robinio Vaz, autore del gol vittoria pochi minuti dopo il suo ingresso in campo.

La squadra ha saputo reagire dopo la recente eliminazione dall’Europa League, dimostrando carattere in una gara complicata e poco spettacolare. Nel primo tempo la Roma ha faticato a creare occasioni contro un Lecce molto chiuso: un gol di Pisilli era stato annullato per fuorigioco, mentre Malen si è confermato il più pericoloso senza però trovare la rete.

Nella ripresa, i cambi hanno fatto la differenza. L’ingresso di Vaz ha dato profondità e vivacità all’attacco giallorosso: il diciannovenne ha trovato il suo primo gol in Italia con un colpo di testa su assist di Hermoso. Nel finale, la Roma ha rischiato il pareggio, ma si è salvata grazie a un intervento decisivo dello stesso Hermoso sulla linea. Una vittoria preziosa che permette ai giallorossi di restare agganciati al treno europeo.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini (46′ Ghilardi), Ndicka, Hermoso; Rensch, Cristante, El Aynaoui (51′ Robinio Vaz), Tsimikas; Pisilli, Pellegrini (79′ Venturino); Malen. All.: Gasperini.

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Veiga, Siebert, Gabriel, Gallo; Ngom, Ramadani (86′ Sala); Pierotti (86′ Helgason), Gandelman (61′ Fofana), Banda; Stulic (61′ Cheddira). All.: Di Francesco.

Arbitro: Sacchi.

Marcatori: 57′ Vaz.

Como-Roma 2-1 Serie A

Le ultime due sconfitte consecutive costano caro alla Roma, che scivola fuori dalla zona Champions e vede complicarsi la corsa ai primi quattro posti. I giallorossi protestano anche per alcuni episodi arbitrali sfavorevoli: dopo il rigore non concesso contro il Genoa per il presunto fallo di mano di Malinovskyi, nella sfida contro il Como è arrivata l’espulsione per doppio giallo di Wesley, giudicata molto severa, quando il risultato era ancora sull’1-1.

Al di là delle polemiche, però, resta una prestazione opaca. La squadra di Gasperini ha faticato molto contro il Como allenato da Fabregas, capace di prendere il controllo della partita per lunghi tratti. La Roma era riuscita a passare in vantaggio dopo appena sei minuti grazie a un rigore trasformato da Malen, nato da un errore difensivo dei lombardi e dal fallo di Diego Carlos su El Shaarawy. Da quel momento, però, la gara è stata quasi sempre nelle mani dei padroni di casa.

Il Como ha costruito numerose occasioni con Nico Paz, Valle e Da Cunha, trovando spesso sulla propria strada un attento Svilar. Nella ripresa, con gli ingressi di Diao e Douvikas, la pressione è aumentata ulteriormente e proprio Douvikas ha trovato il gol del pareggio. Poco dopo è arrivata l’espulsione di Wesley che ha complicato ulteriormente i piani romanisti.

Nel finale la Roma è crollata definitivamente e Diego Carlos ha firmato il gol della vittoria del Como, riscattando l’errore sul rigore iniziale. In classifica i giallorossi scendono al sesto posto, a tre punti dal quarto, proprio occupato dal Como, e a due dalla Juventus, con l’Atalanta che si riavvicina. Ora la Champions appare più lontana e la Roma dovrà reagire subito, a partire dalla prossima sfida contro il Lecce e dal ritorno europeo con il Bologna.

COMO (3-4-2-1): Butez; Ramon, Diego Carlos, Kempf (46′ Diao); Smolcic, Sergi Roberto (46′ Douvikas), Da Cunha (87′ Van der Brempt), Alex Valle; Nico Paz (77′ Rodriguez), Caqueret; Baturina. All.: Fabregas.

ROMA (3-4-1-2): Svilar; Ghilardi, Mancini, Hermoso (70′ Ziolkowski); Celik (70′ Tsimikas), Cristante, Koné, Wesley; Pellegrini (67′ Pisilli); El Shaarawy (56′ Rensch), Malen (67′ Vaz). All.: Gasperini.

Arbitro: Massa.

Marcatori: 7′ Malen, 59′ Douvikas, 79′ Diego Carlos.

Genoa-Roma 2-1 Serie A

La Roma incassa una sconfitta pesante contro il Genoa a Marassi e paga la classica “legge dell’ex” contro la squadra allenata da Daniele De Rossi. I giallorossi sembrano ancora scossi dal pareggio subito in rimonta contro la Juventus e ora la corsa alla Champions si complica: in classifica sono raggiunti dal Como e hanno solo un punto di vantaggio sui bianconeri.

Nel primo tempo la Roma crea poco: l’unica vera occasione capita a Donyell Malen, che prova a inventarsi un tiro dopo una deviazione della difesa. Il Genoa invece sfiora il vantaggio con Caleb Ekuban, che da pochi passi calcia alto.

Nella ripresa il match si accende. Un fallo ingenuo di Lorenzo Pellegrini provoca il rigore trasformato da Junior Messias. La Roma reagisce subito e pareggia con Evan Ndicka, al terzo gol consecutivo. Quando la gara sembra indirizzata verso il pari, il Genoa colpisce in contropiede: a dieci minuti dalla fine Vitinha segna il gol decisivo, punendo ancora una volta una Roma fragile nei momenti chiave.

GENOA (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Sabelli, Masini, Frendrup, Messias (64′ Malinovsky), Ellertsson (79′ Martin); Ekhator (64′ Colombo), Ekuban (75′ Vitinha). All.: De Rossi.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini (84′ Ziolkowski), Ndicka, Celik (84′ Vaz); Rensch (70′ Ghilardi), Pisilli, Koné, Tsimikas; Pellegrini (56′ El Aynaoui), Venturino (46′ Cristante); Malen. All.: Gasperini.

Arbitro: Colombo.

Marcatori: 52′ Messias, 55′ Ndicka, 80′ Vitinha.

Roma-Juventus 3-3 Serie A

Notte spettacolare all’Stadio Olimpico, ma per la Roma resta soprattutto l’amarezza. In un clima da grande coppa europea, i giallorossi si fanno rimontare due volte dalla Juventus e vedono sfumare una vittoria pesantissima nella corsa al quarto posto. Il 3-3 finale, firmato allo scadere da Federico Gatti, lascia l’amaro in bocca alla squadra di Gian Piero Gasperini, che conferma le difficoltà negli scontri diretti.

Eppure la serata si era messa subito in discesa. Nel primo tempo Mattia Perin salva i bianconeri su Malen, ma è Wesley a portare avanti i giallorossi con un destro potente sotto l’incrocio, dopo un recupero straordinario di Pisilli. A inizio ripresa Francisco Conceicao trova il pari con un gran tiro da fuori, ma la Roma reagisce: prima Evan Ndicka segna sugli sviluppi di un corner battuto da Lorenzo Pellegrini, poi Malen firma il tris su assist di Koné.

Sul 3-1, però, la Roma si rilassa e permette a Boga di riaprire il match. Nel finale, con la tensione alle stelle e i fischi per Luciano Spalletti, arriva la beffa: punizione nei secondi conclusivi e zampata decisiva di Gatti per il definitivo 3-3 che spegne l’entusiasmo dell’Olimpico.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Celik; Rensch (74’ Ghilardi), Kone, Pisilli, Wesley; Pellegrini (90’ Zaragoza), Cristante (74’ El Aynaoui); Malen. All.: Gasperini.

JUVENTUS (3-4-2-1): Perin; Kalulu, Bremer (88’ Gatti), Kelly; McKennie, Thuram (73’ Miretti), Koopmeiners, Cambiaso (88’ Openda); Conceicao (73’ Zhegrova), Yildiz; David (62’ Boga). All.: Spalletti.

Arbitro: Sozza.

Marcatori: 39’ Wesley, 47’ Conceicao, 52’ Ndicka, 65’ Malen, 78’ Boga, 93′ Gatti.

Roma-Cremonese 3-0 Serie A

La Roma conquista una vittoria importante contro la Cremonese e sfrutta un turno favorevole per salire al terzo posto in classifica, con quattro punti di vantaggio sulla Juventus e l’obiettivo Champions League sempre più concreto. La squadra allenata da Gian Piero Gasperini ha faticato nel primo tempo, condizionato da qualche rimpianto e da un avvio non brillante, ma nella ripresa ha cambiato marcia grazie al capitano Bryan Cristante. Il centrocampista ha sbloccato la partita con un colpo di testa e poi ha servito un assist di tacco per Evan Ndicka sugli sviluppi di un corner battuto da Neil El Aynaoui.

I giallorossi hanno dominato nel secondo tempo, sfiorando più volte il terzo gol con Donyell Malen, ancora Ndicka e il giovane Venturino, entrato bene dalla panchina. A chiudere definitivamente i conti ci ha pensato Niccolò Pisilli, facendo esplodere lo Stadio Olimpico a una settimana dal decisivo scontro diretto contro la Juventus.

Il successo assume ancora più valore considerando le assenze pesanti in attacco, con Gasperini costretto a rinunciare a Matías Soulé, Paulo Dybala e anche a Mario Hermoso nel riscaldamento. Nonostante le difficoltà, tra giovani emergenti e senatori esperti, la Roma sale a quota 50 punti, restando a quattro lunghezze dal Milan secondo e soprattutto mantenendo un margine prezioso sulle inseguitrici.

ROMA (3-4-1-2): Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi (46′ El Aynaoui); Celik (85′ Ziolkowski), Cristante, Koné, Wesley; Zaragoza (56′ Venturino), Pellegrini (71′ Pisilli); Malen. All.: Gasperini.

CREMONESE (3-5-2): Audero; Terracciano, Folino, Luperto; Zerbin (74′ Faye), Thorsby, Payero (49′ Bondo), Maleh, Pezzella (74′ Djuric); Bonazzoli, Sanabria (63′ Vardy). All.: Nicola.

Arbitro: Di Bello.

Marcatori: 59′ Cristante, 77′ Ndicka, 86′ Pisilli.

Napoli-Roma 2-2 Serie A

La Roma esce dal difficile campo del Stadio Diego Armando Maradona con un pareggio contro il Napoli, risultato che lascia sentimenti contrastanti: soddisfazione per la prestazione ma anche rimpianto per una vittoria sfumata nel finale. La squadra guidata da Gian Piero Gasperini ha infatti mostrato segnali di maturità, ma ha pagato qualche ingenuità dovuta anche alla presenza di molti giovani in campo.

L’allenatore giallorosso, senza Soulé dal primo minuto, ha scelto Zaragoza sulla trequarti insieme a Pellegrini alle spalle di Malen. Proprio l’attaccante olandese si è confermato uomo decisivo: dopo pochi minuti ha sbloccato la partita con il suo quarto gol in cinque presenze, sfruttando un’azione avviata da Mancini e rifinita da Zaragoza. La Roma ha controllato bene la prima fase di gara, limitando le iniziative offensive dei padroni di casa, con N’Dicka protagonista nel contenere Hojlund. Tuttavia, poco prima dell’intervallo, gli azzurri hanno trovato il pareggio grazie a un’azione di Spinazzola deviata sfortunatamente da Pisilli.

Nella ripresa la Roma è ripartita con determinazione. Gasperini ha inserito Soulé e poi altri cambi per dare energia, e i giallorossi sono tornati avanti ancora con Malen, glaciale su rigore dopo un fallo di Rrahmani su Wesley. Per l’attaccante è arrivata così la seconda doppietta consecutiva, confermando un momento di forma eccezionale.

Nel finale, però, il Napoli ha trovato il 2-2 con una giocata individuale di Alisson Santos, approfittando di una difesa romanista poco aggressiva. Nei minuti di recupero Svilar ha evitato la beffa salvando su Gutierrez. Nonostante il rammarico, la Roma mantiene una posizione favorevole nella corsa Champions: vincendo la prossima gara contro la Cremonese, arriverebbe allo scontro diretto con la Juventus con almeno un punto di vantaggio. La stagione resta ancora aperta.

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani (25’ st Alisson Santos), Buongiorno; Gutierrez, Elmas (34’ st Gilmour), Lobotka, Spinazzola (25’ st Olivera); Politano (40’ st Mazzocchi), Vergara (34’ st Giovane); Hojlund. All.: Conte.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, Cristante, Pisilli (20’ st El Aynaoui), Wesley (27’ st Tsimikas); Pellegrini (20’ st Venturino), Zaragoza (1’ st Soulé); Malen (27’ st Robinio Vaz). All.: Gasperini.

Arbitro: Colombo.

Marcatori: 7′ Malen, 40′ Spinazzola, 71′ Malen, 82′ Alisson Santos.

Roma-Cagliari 2-0 Serie A

La doppietta di Malen trascina la Roma al quarto posto, in piena zona Champions. I giallorossi superano il Cagliari e agganciano la Juventus grazie alla serata da protagonista dell’attaccante olandese. In quattro partite ha già segnato tre gol, lo stesso bottino di Dovbyk e Ferguson, partiti a inizio stagione nel suo stesso ruolo.

Splendido il primo gol, quello che indirizza il match: un tocco morbido sotto porta su verticalizzazione perfetta di Mancini. Un gesto tecnico di grande classe, impreziosito dal cucchiaio eseguito sotto gli occhi di Francesco Totti, seduto in tribuna accanto a Scala e Candela. A esultare c’è anche Gasperini, che abbandona l’area tecnica per correre incontro al suo centravanti. È l’attaccante ideale per il tecnico: ispirato, sempre proiettato verso la porta, micidiale negli attacchi alla profondità.

Malen colpisce già prima della mezz’ora. Dopo il gol al Torino, si ripete contro il Cagliari segnando al 25’ sotto la Curva Sud, festeggiando per la prima volta davanti al pubblico dell’Olimpico. Oltre 60 mila tifosi accompagnano ogni sua giocata. Per lui è la partita più lunga da quando veste il giallorosso: esce all’84’ tra gli applausi, lasciando spazio ad Arena nell’inedito tridente con Venturino e Zaragoza.

Il paragone arriva direttamente da Gasperini: “Mi ricorda Vialli per la capacità di smarcarsi e attaccare la profondità. Nei movimenti è molto simile. Segnerà tanti gol, basta servirlo nel modo giusto. Con lui siamo più efficaci. Abbiamo giocato un primo tempo notevole e siamo tornati al quarto posto. È importante restarci”.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, N’Dicka, Ghilardi; Celik, Cristante (39’ st El Aynaoui), Pisilli, Wesley; Soulé (39’ st Venturino), Pellegrini (12’ st Zaragoza); Malen (39’ st Arena). All.: Gasperini.

CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Ze Pedro (42’ st Zappa), Dossena, Juan Rodriguez; Palestra; Mazzitelli (14’ st Sulemana); Adopo, Gaetano (42’ st Trepy), Obert; Esposito (28’ st Idrissi), Kilicsoy (28’ st P -(28’ st Pavoletti). All.: Pisacane

Arbitro: Marcenaro.

Marcatori: 25’ e 65’ Malen.

Udinese-Roma 1-0 Serie A

La Roma scivola al quinto posto, fuori dalla zona Champions, dopo una sconfitta netta contro l’Udinese, maturata al termine di una prova opaca per gioco, ordine e intensità. I friulani hanno imposto ritmo e fisicità, dominando le seconde palle, mentre i giallorossi sono apparsi affaticati soprattutto sul piano atletico. Il gol decisivo nasce da una punizione di Ekkelenkamp deviata da Malen. Nel finale solo confusione romanista. Runjaic aggancia la Lazio, mentre restano dubbi sulla crescita della squadra di Gasperini.

UDINESE (3-4-2-1): Okoye; Bertola (79′ Kabasele), Kristensen, Solet; Ehizibue, Karlstrom, Miller (79′ Zarraga), Zemura; Ekkelenkamp (92′ Bayo), Atta; Davis (56′ Gueye, 92′ Zaniolo). All.: Runjaic.

ROMA (3-4-1-2): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso (70′ Ghilardi); Celik (78′ Tsimikas), Cristante, El Aynaoui (78′ Pisilli), Wesley; Soulé (78′ Vaz), Pellegrini (67′ Venturino); Malen. All.: Gasperini.

Arbitro: Sacchi.

Marcatori: 49′ Ekkelenkamp.

Roma-Milan 1-1 Serie A

La Roma comanda, spreca, va sotto e poi rimedia. Alla fine porta a casa un pareggio che interrompe una striscia che durava da 36 partite e che consente almeno l’aggancio al Napoli in classifica.

Nel primo tempo la squadra di Gasperini, proprio come nella gara d’andata, fa la partita: ritmo alto, pressione e diverse occasioni per sbloccarla. Malen, Koné e Soulé ci provano a ripetizione, ma trovano davanti un Maignan insuperabile, tra parate decisive e un Olimpico gremito che accompagna ogni azione con il fiato sospeso (suggestiva la coreografia dedicata a De Falchi).

A metà frazione è ancora Malen ad avere la chance più nitida: l’olandese si libera bene, ma il suo destro termina di pochissimo a lato. Nella ripresa il Milan cresce, anche approfittando dell’uscita di Koné per infortunio, ma fatica comunque a rendersi davvero pericoloso. L’episodio che cambia il punteggio nasce da un angolo concesso da Ndicka, sul quale De Winter trova il colpo di testa vincente. Sembra la copia del film dell’andata.

Pochi minuti dopo, però, la Roma reagisce: Celik si procura un rigore. Dal dischetto non va Dybala, già sostituito, ma Pellegrini, che non sbaglia e batte Maignan firmando un punto pesante in chiave Champions. Nel finale c’è spazio anche per l’esordio di Venturino e per le proteste giallorosse per un altro possibile penalty non concesso. Intanto la Roma sale al terzo posto e resta pienamente in corsa.

Torino-Roma 0-2 Serie A

Il Torino, che martedì aveva eliminato la Roma dalla Coppa Italia, si è trovato davanti una squadra profondamente diversa, trasformata dall’arrivo di un nuovo centravanti capace di incidere subito e di spostare gli equilibri della partita.

I giallorossi, spinti anche da forti motivazioni di classifica, sapevano che la sconfitta della Juventus a Cagliari offriva l’occasione di consolidare il quarto posto. Inoltre, le due precedenti battute d’arresto contro i granata imponevano una risposta sul piano del carattere. Missione compiuta: la Roma vince e Gasperini può sorridere, sia per l’impatto immediato del nuovo acquisto Malen, sia per la crescente intesa con Dybala, protagonista raffinato della gara.

La scena è stata dominata da Dybala e dal nuovo attaccante olandese. L’argentino ha firmato gol e assist, evento che non gli capitava da oltre un anno, tornando al gol in campionato dopo mesi di attesa. Il centravanti, invece, ha illuminato subito la partita, mettendo in difficoltà costante la difesa granata con movimenti, conclusioni e giocate decisive, suggellando un’intesa immediata che ha fatto la differenza.

TORINO (3-5-2): Paleari; Tameze, Ismajli, Coco; Lazaro, Vlasic, Ilkhan (32′ st Anjorin), Gineitis (1′ st Casadei), Aboukhlal (31′ Pedersen); Ngonge (31′ st Njie), Adams. All.: Baroni.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso (22′ Ghilardi); Rensch (32′ st Tsimikas), Cristante, Koné, Wesley; Dybala (32′ st Pisilli), Pellegrini (7′ st Soulé), Malen (31′ st Vaz). All.: Gasperini.

Arbitro: Chiffi.

Marcatori: 26′ Malen, 72′ Dybala.

Roma-Sassuolo 2-0 Serie A

Allo stadio Olimpico la Roma manda un segnale forte e chiaro, imponendosi sul Sassuolo nonostante un’emergenza di formazione che avrebbe potuto mettere in difficoltà qualunque squadra. I giallorossi conquistano tre punti pesantissimi che, almeno per una notte, li riportano al terzo posto in classifica. Dopo un primo tempo poco brillante e condizionato anche dall’infortunio di Ferguson, costretto a uscire anzitempo, la squadra di Gasperini cambia marcia nella ripresa e trova le reti decisive con Koné e Soulé.

La scelta di Ghilardi nel terzetto difensivo insieme a Mancini ed Hermoso si rivela positiva, così come l’impiego di Soulé alle spalle di Dybala. Il Sassuolo si rende pericoloso soprattutto nel primo tempo, ma Svilar è decisivo in più di un’occasione. Nella ripresa la Roma aumenta il ritmo, sfiora il gol con Tsimikas e poi sblocca il match grazie a un preciso colpo di testa di Koné su assist di Soulé. Poco dopo arriva anche il raddoppio, frutto di un’azione corale che porta Soulé a firmare il 2-0.

Con questo successo i giallorossi centrano la terza vittoria consecutiva all’Olimpico e confermano il buon momento, proiettandosi con fiducia verso il doppio confronto con il Torino tra Coppa Italia e campionato.

ROMA (3-4-1-2): Svilar; Ghilardi, Mancini (87′ Ziolkowski), Hermoso; Celik (87′ Rensch), Pisilli, Koné, Tsimikas (63′ Wesley); Dybala, Soulé (87′ Romano); Ferguson (38′ El Shaarawy). All.: Gasperini.

SASSUOLO (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Doig; Lipani (72′ Vranckx), Matic, Koné (83′ Moro); Fadera (72′ Cheddira), Pinamonti (83′ Iannoni), Laurienté (83′ Pierini). All.: Grosso.

Arbitro: Marcenaro.

Marcatori: 76′ Koné, 79′ Soulé.

Lecce-Roma 0-2 Serie A

La Roma chiude il girone d’andata con una vittoria importante sul campo del Lecce, ritrovando il successo in trasferta e rilanciando le proprie ambizioni in chiave Champions. Al Via del Mare decidono gli attaccanti: Ferguson e Dovbyk firmano un 2-0 che interrompe il digiuno lontano dall’Olimpico, che durava da circa un mese e mezzo, e consente ai giallorossi di conservare il quarto posto in classifica, condiviso con la Juventus.

Gasperini arriva in Salento in piena emergenza, con numerose assenze e una formazione praticamente da reinventare. La difesa è inedita, priva dei tre titolari, mentre a centrocampo Pisilli affianca Koné con Cristante più avanzato a supporto del tandem Dybala-Ferguson. Proprio l’attaccante irlandese sblocca il match dopo quattordici minuti con una bella girata su assist illuminante di Dybala, confermando il suo ottimo momento di forma.

La gara resta equilibrata fino all’intervallo, poi nella ripresa il Lecce prova a reagire senza però concretizzare. La Roma cresce e, dopo i cambi, trova il raddoppio su calcio d’angolo con Dovbyk, che torna al gol dopo oltre due mesi. Nonostante qualche difficoltà e un nuovo stop fisico, i giallorossi portano a casa tre punti pesanti e chiudono l’andata a quota 36. Ora l’attenzione si sposta sul prossimo impegno all’Olimpico contro il Sassuolo, sabato 10 gennaio alle ore 18.

LECCE (4-3-3): Falcone; Danilo Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo; Kaba (75′ Helgason), Ramadani (64′ Gorter), Maleh; Sottil (56′ Pierotti), Camarda (64′ Stulic), Banda (46′ N’Dri). All.: Di Francesco.

ROMA (3-4-1-2): Svilar; Celik, Ziolkowski, Ghilardi; Wesley, Pisilli, Koné, El Shaarawy (60′ Tsimikas); Cristante; Dybala (79′ Soulé), Ferguson (60′ Dovbyk) (87′ Romano). All.: Gasperini.

Arbitro: Sacchi. 

Marcatori: 14′ Ferguson, 71′ Dovbyk.

Atalanta-Roma 1-0 Serie A

ATALANTA (3-4-3): Carnesecchi; Scalvini (dal 14′ st Hien), Djimsiti, Kolasinac (dal 26′ pt Ahanor); Zappacosta, Ederson (dal 26′ st Maldini), de Roon, Bernasconi; De Ketelaere, Zalewski (dal 14′ st Musah), Scamacca (dal 26′ st Krstovic). All. Palladino.

ROMA (3-4-1-2): Svilar; Mancini, Ziolkowski (dal 1′ st Wesley), Hermoso; Celik, Koné (dal 38′ st Pisilli), Cristante, Rensch (dal 15′ st Tsimikas) ; Soulé (dal 21′ st El Shaarawy), Dybala; Ferguson (dal 15′ Dovbyk). All. Gasperini.

Arbitro: Fabbri.

Marcatori: 12′ Scalvini.

Roma-Genoa 3-1 Serie A

La Roma dimostra ancora una volta di non fare sconti a nessuno, nemmeno a figure dal forte valore simbolico come Daniele De Rossi, trattato senza riguardi sul piano sportivo. Lo stesso atteggiamento spietato caratterizza Gian Piero Gasperini, che non mostra alcuna indulgenza neppure verso il “suo” Genoa, club che ha guidato per otto stagioni portandolo fino all’Europa. Il 3-1 inflitto ai rossoblù è netto e inequivocabile, una vittoria pienamente nello stile gasperiniano, fatta di intensità e concretezza offensiva. A segno vanno Soulé, Koné e Ferguson, protagonisti di una prova corale che riporta la Roma al quarto posto in classifica, davanti alla Juventus. Un successo che consente ai giallorossi di chiudere l’anno con serenità, guardando a un gennaio impegnativo ma decisivo per il futuro.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini (74′ Ghilardi), Ziolkowski, Hermoso; Celik, Cristante (74′ Pisilli), Koné, Wesley (85′ Rensch); Soulé (57′ El Shaarawy), Dybala; Ferguson (85′ Dovbyk). All. Gasperini. 

GENOA (3-5-2): Sommariva; Ostigard (59′ Marcandalli), Otoa, Vasquez; Norton-Cuffy, Frendrup (79′ Masini), Malinovskyi (59′ Fini), Ellertsson, Martin; Ekuban (59′ Colombo), Vitinha (72′ Ekhator). All.: De Rossi.

Arbitro: Di Bello. 

Marcatori: 14′ Soulé, 19′ Koné, 31′ Ferguson, 87′ Ekhator.

Juventus-Roma 2-1 Serie A

JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer (61′ Rugani), Kelly; McKennie, Thuram, Locatelli, Cambiaso (89′ Kostic); Conceição (61′ Zhegrova), Yildiz (89′ Miretti); Openda (82′ David). All. Spalletti.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Rensch, Mancini, Ziolkowski; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Soulé (56′ Baldanzi), Pellegrini (53′ Bailey, 73′ El Shaarawy); Dybala (56′ Ferguson). All. Gasperini.

Arbitro: Sozza.

Marcatori: 44′ Conceição, 70′ Openda, 75′ Baldanzi.

Roma-Como 1-0 Serie A

Dopo la trasferta di Glasgow, per la Roma era fondamentale ripartire anche in campionato e dare un segnale di continuità. L’obiettivo era duplice: mantenere la Juventus a distanza, in vista dello scontro diretto di sabato prossimo, e restare agganciati al gruppo di testa composto da Inter, Milan e Napoli. Missione riuscita per la squadra di Gian Piero Gasperini, che grazie al successo per 1-0 contro il Como ritrova morale e punti preziosi. Il gol decisivo porta la firma di Wesley, alla terza rete stagionale dopo quelle contro Bologna e Cremonese, confermandosi ancora una volta determinante nei momenti chiave.

La sfida dell’Olimpico ha messo di fronte due squadre propense al pressing alto e alla riconquista immediata del pallone. In questa occasione è stata soprattutto la Roma a tentare di imporre il proprio ritmo, riuscendo a recuperare diversi palloni con Cristante, Soulé, Hermoso e Koné. Ai giallorossi, però, è spesso mancata lucidità nell’ultima scelta, con occasioni sprecate da Soulé, Ferguson e dallo stesso Wesley nel primo tempo. Il brasiliano si è però riscattato nella ripresa, finalizzando un assist di Soulé con un preciso diagonale. Tre punti che consentono alla Roma di restare competitiva e guardare con fiducia ai prossimi impegni.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Wesley, Cristante, Koné, Rensch; Soulé (82′ Bailey), Pellegrini (73′ El Shaarawy); Ferguson. All.: Gasperini.

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic (79′ Van Der Brempt), Ramon, Kempf, Valle; Caqueret (65′ Posch), Da Cunha; Addai (65′ Rodriguez), Baturina (79′ Kuhn), Diao (37′ Douvikas); Nico Paz. All.: Fabregas.

Arbitro: Feliciani.

Marcatori: 60′ Wesley.

Cagliari-Roma 1-0 Serie A

CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Rodriguez, Luperto, Zappa (24’ s.t Prati); Obert (32’ s.t Idrissi), Folorunsho (45’ s.t Kilicsoy), Deiola, Adopo, Palestra (45’ s.t Di Pardo); Esposito, Borrelli (24’ s.t Gaetano). All. Pisacane

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso, Celik, Cristante (17’ s.t El Aynaoui), Koné, Tsimikas (28’ s.t Ghilardi); Pellegrini (17’ s.t Dybala), Soulé (17’ s.t Ferguson); Baldanzi (8’ s.t Rensch). All. Gasperini

Arbitro: Zufferli.

Marcatori: 83’ Gaetano.

Roma-Napoli 0-1 Serie A

La Roma fallisce uno scontro diretto fondamentale e perde terreno nella corsa scudetto, superata da un Napoli più cinico e meglio organizzato. La paura di sbilanciarsi ha frenato i giallorossi, che hanno prodotto pochissime occasioni da gol, fatta eccezione per un tentativo di Baldanzi nel recupero. Il match è stato deciso al 36’ dal gol di Neres, arrivato in contropiede dopo un intervento dubbio di Rrahmani su Koné, episodio che ha fatto discutere ma non cambia la sostanza: la Roma ha costruito poco e sofferto molto. Svilar ha salvato la squadra in due occasioni nel primo tempo, mentre i cambi di Baldanzi, Dybala e Bailey nella ripresa non hanno inciso. Al contrario, la formazione di Conte ha gestito con lucidità e, grazie alla vittoria, raggiunge il Milan in vetta. La Roma ora scivola al terzo posto, a un solo punto dalla coppia di testa ma con molte riflessioni da fare.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante (62′ El Aynaoui), Koné, Wesley (82′ El Shaarawy); Soulé (62′ Dybala), Pellegrini (80′ Bailey); Ferguson (46′ Baldanzi). All. Gasperini.

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Di Lorenzo, Lobotka, McTominay, Olivera; Neres (85′ Lucca), Lang (69′ Politano); Hojlund (80′ Elmas). All. Conte.

Arbitro: Massa.

Marcatori: 36′ Neres.

Cremonese-Roma 1-3 Serie A

La Roma continua la sua corsa e vince anche a Cremona con un convincente 3-1, conquistando la vetta solitaria della classifica. Dopo dodici giornate qualcuno parla ancora di coincidenze, ma Gasperini sorride: la squadra lo segue con entusiasmo assoluto, compatta e ambiziosa. Il momento giallorosso ha il sapore di un sogno collettivo, alimentato soprattutto da Soulé, che continua a segnare e a sorprendere, al punto da meritare forse l’attenzione del ct Scaloni. Ranieri lo ha plasmato, ma è Gasp a rifinire l’opera, dimostrando che questo percorso non è frutto del caso, bensì di lavoro e idee chiare. A Cremona, tremila tifosi hanno salutato la vittoria intonando cori da scudetto: in fondo, sognare è ancora gratis.

CREMONESE (3-5-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Bianchetti (80′ Folino); Floriani (57′ Pezzella), Bondo, Payero (57′ Vazquez), Vandeputte (70′ Grassi), Barbieri; Bonazzoli (80′ Sanabria), Vardy. All.: Nicola.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ziolkowski (46′ El Aynaoui), Ndicka; Celik, Koné, Cristante, Wesley (80′ Tsimikas); Soulé (85′ Pisilli), Pellegrini (60′ El Shaarawy); Baldanzi (60′ Ferguson). All.: Gasperini.

Arbitro: Ayroldi.

Marcatori: 17′ Soulé, 65′ Ferguson, 69′ Wesley, 90+3′ Folino.

Roma-Udinese 2-0 Serie A

La vittoria ottenuta contro l’Udinese, unita ai passi falsi di Napoli e Milan, consolida la crescita della Roma, ora capolista con l’Inter nonostante i numerosi infortuni e la fatica accumulata dopo l’impegno di coppa di giovedì. I giallorossi hanno mostrato grande solidità e intensità, dominando per oltre un’ora e conquistando tre punti preziosissimi. Il match si è aperto e chiuso tra i fischi all’ex Zaniolo, ma in mezzo c’è stata tanta Roma: prima Celik ha sfiorato il gol di testa, poi Cristante ha colpito il palo. Il vantaggio è arrivato su rigore, trasformato impeccabilmente da Pellegrini dopo un fallo di mano di Kamara. Dovbyk ha lasciato il campo per un problema all’anca, sostituito da Baldanzi, autore di buone giocate. Nella ripresa la squadra di Gasperini ha raddoppiato con una splendida azione corale conclusa da Celik, mentre nel finale Svilar ha blindato il risultato con due grandi parate su Zaniolo e Bayo, regalando alla Roma una vittoria fondamentale e il primato in classifica.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik (90′ Ziolkowski), Cristante, Koné, Wesley (90′ Ghilardi); Soulé (74′ El Shaarawy), Pellegrini (74′ El Aynaoui); Dovbyk (43′ Baldanzi). All.. Gasperini.

UDINESE (3-5-2): Okoye; Bertola, Kabasele (53′ Palma), Solet; Zanoli, Ekkelenkamp, Karlstrom (72′ Piotrowski), Atta, Kamara (82′ Zemura); Zaniolo (82′ Bayo), Buksa (72′ Davis). All.: Runjaic.

Arbitro: Collu.

Marcatori: 42′ Pellegrini, 61′ Celik.

Milan-Roma 1-0 Serie A

Una notte da dimenticare per la Roma, che a San Siro perde tutto: la vetta della classifica, Paulo Dybala e una partita dominata per lunghi tratti ma sfuggita di mano. Gli uomini di Gasperini avevano iniziato con intensità, pressando alto e impedendo al Milan di costruire gioco per oltre mezz’ora. Le occasioni non sono mancate — Cristante, Ndicka, El Ayanoui e lo stesso Dybala hanno avuto più volte il gol tra i piedi — ma la precisione è stata il vero nemico. E, come recita la “dura legge del gol”, al primo affondo utile i rossoneri hanno colpito: Leao ha servito Pavlovic, che ha portato avanti i padroni di casa.

Nella ripresa il Milan ha preso campo e solo le parate di Svilar hanno evitato un passivo più pesante. La Roma ha avuto l’occasione di pareggiare dal dischetto, ma Dybala ha fallito, fermato da un Maignan in serata di grazia. Per l’argentino, mai errore simile in giallorosso, anche un infortunio muscolare che rischia di tenerlo fuori fino alla sosta. Una serata amara, segnata da rimpianti e da un attacco ancora troppo sterile per sostenere le ambizioni di vertice.

MILAN (3-5-2): Maignan; De Winter, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers (88′ Athekame), Fofana, Modric, Ricci, Bartesaghi; Nkunku (84′ Loftus-Cheek), Leao (94′ Tomori). All.: Allegri.

ROMA (3-4-1-2): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso (84′ Tsimikas); Celik (77′ Dovbyk), Koné 6, El Aynaoui (51′ Pellegrini), Wesley; Cristante 6,5; Soulé (51′ Bailey), Dybala (84′ Baldanzi). All.: Gasperini.

Arbitro: Guida.

Marcatori: 39′ Pavlovic.

Roma-Parma 2-1 Serie A

La Roma torna a vincere e lo fa con una prova di carattere contro il Parma, riscattando le recenti delusioni all’Olimpico, dove mancava il successo da oltre un mese. Protagonista della serata è stato Dovbyk, autore di una prodezza da vero centravanti: controllo perfetto e girata di sinistro che ha blindato la vittoria giallorossa e riportato la squadra al primo posto, alle spalle del Napoli.

Il match si era sbloccato grazie al gol di Hermoso, favorito da una scivolata di Suzuki, ma decisivo è stato anche Svilar, che con una parata spettacolare sul tiro di Sorensen ha mantenuto intatto il vantaggio. Gasperini, costretto dopo soli 90 secondi a sostituire Ferguson per infortunio, ha provato nella ripresa la “formula Sassuolo”, avanzando Cristante sulla trequarti e affidandosi alla guida di Dybala. Il successo, meritato per intensità e lucidità, cancella l’incubo casalingo e rilancia la Roma nella corsa al vertice.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Hermoso, Mancini (86’ Ghilardi), Ndicka; Celik, Cristante, Koné, Wesley (86’ Rensch); Soulé (73’ Dovbyk), Dybala; Ferguson (6’ Bailey, 46’ El Aynaoui). All: Gasperini.

PARMA (3-5-2): Suzuki; Delprato, Circati, Valenti; Bristchgi (90’ Begic), Bernabè (78’ Cremaschi), Estevez (78’ Almqvist), Ordonez, Sorensen; Cutrone (60’ Benedyczak), Pellegrino (78’ Djuric). All: Cuesta.

Arbitro: Crezzini.

Marcatori: 63’ Hermoso, 81’ Dovbyk, 86’ Circati.

Sassuolo-Roma 0-1 Serie A

La Roma torna alla vittoria grazie a Dybala che torna al gol, dopo un digiuno di quasi nove mesi in Serie A. Con la vittoria sul campo del Sassuolo, i giallorossi rispondono al Napoli e si prendono la vetta della classifica in coabitazione con gli azzurri.

SASSUOLO (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Idzes, Romagna (39′ Cande), Doig; I.Koné (81′ Laurienté), Matic, Thorstvedt (60′ Vranckx); Berardi (60′ Volpato), Pinamonti, Fadera (81′ Cheddira). All.: Grosso.

ROMA (3-5-2): Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Wesley (87′ Rensch), Cristante (65′ Pellegrini), Koné, El Aynaoui, Tsimikas (46′ Hermoso); Bailey (50′ Dovbyk); Dybala (65′ Soulé). All.: Gasperini.

Arbitro: Manganiello.

Marcatori: 15′ Dybala.

Roma-Inter 0-1 Serie A

La Roma incassa la seconda sconfitta all’Olimpico, battuta per 1-0 dall’Inter nella settima giornata di Serie A. A decidere il match è il gol di Bonny nei primi minuti, che approfitta di un’incertezza difensiva e batte Svilar con freddezza. L’ex Parma si conferma glaciale sotto porta, al contrario di Dovbyk, protagonista in negativo nella ripresa: l’attaccante ucraino spreca clamorosamente la palla del possibile pareggio, fallendo a porta vuota la più grande occasione romanista. Gasperini sceglie Dybala come falso nove, ma l’argentino non incide e conferma le difficoltà nel ruolo. Per la Roma è la terza sconfitta interna stagionale, dopo quelle con Torino e Lille.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Hermoso (74′ Baldanzi), Mancini, Ndicka (55′ Ziolkowski); Celik, Cristante, Koné, Wesley; Soulé (79′ Ferguson), Pellegrini (55′ Dovbyk); Dybala (74′ Bailey). All.: Gasperini.

INTER (3-5-2): Sommer; Akanji, Acerbi, Bastoni; Dumfries, Barella (81′ Zielinski), Calhanoglu (61′ Frattesi), Mkhitaryan, Dimarco (81′ Carlos Augusto); Martinez (61′ Esposito), Bonny (68′ Sucic). All.: Chivu.

Arbitro: Massa.

Marcatori: 6′ Bonny.

Fiorentina-Roma 1-2 Serie A

La Roma va alla sosta per le nazionali con il primato in classifica, condiviso con il Napoli, e una crescente consapevolezza della propria solidità. Pur in un contesto di rivoluzione tecnica non ancora completata e con un gioco che non sempre brilla, la squadra di Gasperini continua a raccogliere risultati pesanti. Lo stesso allenatore ha ammesso che la sua Roma non gode ancora di piena credibilità, ma i numeri parlano chiaro: quattro vittorie in altrettante trasferte e la prima rimonta stagionale dopo essere andata sotto. A Firenze, infatti, il gol iniziale di Kean non ha abbattuto i giallorossi, capaci di reagire con la classe di Soulé e l’incornata vincente di Cristante. La Fiorentina, in piena crisi, ha sprecato tanto colpendo due pali e fallendo occasioni clamorose, mentre la Roma ha mostrato maturità e concretezza, sorretta dall’ottima prova della coppia Koné-Cristante. Nel finale, Gasperini ha potuto inserire un Dybala ispirato, segnale incoraggiante in vista della ripresa del campionato.

FIORENTINA (3-5-2): De Gea; Pongracic, Pablo Mari (74’Comuzzo), Ranieri; Dodô (81′ Fortini), Mandragora (74’Dzeko), Nicolussi Caviglia, Fazzini (67’Ndour), Gosens; Gudmundsson (46′ Piccoli), Kean. All.: Pioli 

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Celik, Mancini, N’Dicka; Wesley (80’Ziolkowski), Cristante, Koné, Tsimikas (68’Rensch); Soulé (80’El Aynaoui), Baldanzi (59′ Pellegrini); Dovbyk (59′ Dybala). All.: Gasperini.

Arbitro: Colombo.

Marcatori: 14′ Kean, 21′ Soulé, 30′ Cristante.

Roma-Verona 2-0 Serie A

La Roma continua la propria corsa e, davanti al pubblico dell’Olimpico, supera il Verona conquistando la quarta vittoria nelle ultime cinque gare di campionato. Considerando anche i tre punti ottenuti a Nizza in Europa, il bilancio sale a cinque successi che proiettano la squadra di Gasperini in vetta alla classifica, a pari merito con Napoli e Milan. Dopo lo stop contro il Torino, i giallorossi hanno reagito con determinazione: prima vincendo il derby, poi imponendosi ieri in una sfida tutt’altro che semplice. Il Verona ha infatti creato diverse occasioni, mancando però di precisione sotto porta. La Roma, al contrario, ha dimostrato solidità, capacità di soffrire e cinismo nel colpire al momento opportuno. All’Olimpico è stato il giorno degli attaccanti: Dovbyk è tornato al gol dopo quattro mesi alla prima da titolare, mentre Soulé ha trovato la sua prima rete in casa. Ma i riflettori si sono accesi anche su Svilar, protagonista di almeno due parate decisive e giustamente elogiato da Gasperini nel post partita.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Celik, Mancini, Ndicka (71′ Ziolkowski); Wesley (59′ Hermoso), Cristante, Koné, Angelino (59′ Tsimikas); Soulé (82′ El Shaarawy), Pellegrini; Dovbyk (59′ Ferguson). All.: Gasperini.

HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Nuñez (84′ Bella Kotchap), Nelsson, Frese; Belghali, Serdar, Akpa Akpro (46′ Gagliardini), Bernede (89′ Kastanos), Bradaric (84′ Fallou); Giovane (74′ Sarr), Orban. All.: Zanetti.

Arbitro: Feliciani.

Marcatori: 7′ Dovbyk, 79′ Soulé.

Lazio-Roma 0-1 Serie A

Il derby della Capitale non ha offerto grande spettacolo tecnico, ma ha regalato emozioni intense e momenti destinati a restare nella memoria dei tifosi. Allo Stadio Olimpico, sotto un caldo soffocante che ha toccato i 30 gradi, Lazio e Roma si sono affrontate con grinta, pur senza esprimere il loro miglior calcio. A decidere la sfida è stato Lorenzo Pellegrini al 38’ del primo tempo: l’ex capitano giallorosso, accolto con uno striscione di sostegno dalla Curva Sud nonostante i rumors di mercato estivi, ha trovato la rete con un destro preciso sotto la curva opposta. Dopo il gol, l’abbraccio dei compagni e le lacrime liberatorie hanno reso ancora più simbolica la sua prodezza.

La Lazio ha reagito soprattutto con l’ingresso di Danilo Cataldi, subentrato nella ripresa. Il centrocampista biancoceleste ha dato ordine alla manovra, sfiorando il pareggio prima con un assist non sfruttato da Dia e poi con un tiro a giro stampatosi sul palo nei minuti finali. Nel finale concitato non sono mancate tensioni: l’arbitro Sozza, dopo un match inizialmente tranquillo, ha estratto cartellini gialli e rossi, lasciando la Lazio in dieci uomini per le espulsioni di Belahyane e Guendouzi cacciato dopo il triplice fischio. La classifica racconta due stati d’animo opposti: Roma a quota 9 punti, in crescita, e Lazio ferma a 3 dopo quattro giornate, già chiamata a rincorrere.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares (46’ Luca Pellegrini); Guendouzi, Rovella (46’ Cataldi), Dele-Bashiru (14’ Belahyane); Pedro (79’ Noslin), Dia (62’ Castellanos), Zaccagni. All.: Sarri

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Celik, Mancini, N’Dicka; Rensch, Cristante (81′ El Aynaoui), Koné, Angelino (81′ Tsimikas); Soulé (73’ Baldanzi), Lorenzo Pellegrini (73’ Pisilli); Ferguson (66’ Dovbyk). All.: Gasperini

Marcatori: 38’ Lorenzo Pellegrini.

Arbitro: Sozza.

Roma-Torino 0-1 Serie A

Il Torino conquista una vittoria meritata all’Olimpico, guidato da un Simeone incontenibile e da un grande secondo tempo. La Roma di Gasperini, spenta e prevedibile, inciampa dopo due successi consecutivi a una settimana dal derby. Baroni imbriglia tatticamente i giallorossi e firma un colpo storico. Dopo il gol del “Cholito”, il Toro sfiora il raddoppio con Aboukhlal e Vlasic, fermati solo da uno Svilar provvidenziale.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Hermoso (79′ El Shaarawy), Mancini, Ndicka; Wesley, Koné, Cristante (65′ Pisilli), Angelino (79′ Celik); Soulé, El Aynaoui (46′ Baldanzi); Dybala (46′ Ferguson). All. Gasperini.

TORINO (3-4-2-1): Israel; Maripan, Ismajli, Coco; Lazaro, Casadei (64′ Ilic), Asllani (80′ Tameze), Biraghi; Ngonge (64′ Adams), Vlasic (84′ Anjorin); Simeone (64′ Aboukhlal). All. Baroni.

Arbitro: Ayroldi.

Marcatori: 59′ Simeone.

Pisa-Roma 0-1 Serie A

Altra vittoria per la Roma di Gasperini. I giallorossi vincono 1-0 a Pisa nella seconda giornata di Serie A e servono il bis dopo il successo alla prima, in casa, contro il Bologna, sempre per 1-0. A decidere la sfida un gol di Soulè nella ripresa, al quale è stato anche annullato un secondo gol con i giallorossi che momentaneamente salgono a 6 punti in vetta alla classifica con Napoli, Juventus e Cremonese.

PISA (3-4-2-1): Semper; Lusuardi (63′ Calabresi), Caracciolo, Canestrelli; Touré, Marin (65′ Cuadrado), Aebishcer, Angori (83′ Leris); Moreo (64′ Nzola), Tramoni; Meister. Allenatore: Gilardino.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Ndicka, Mancini, Hermoso (83′ Celik), Wesley, Koné, Cristante, Angelino (91′ Rench); Soulé (91′ El Aynaoui), El Shaarawy (46′ Dybala); Ferguson (73′ Dovbyk). Allenatore: Gasperini.

Arbitro: Collu.

Marcatori: 55′ Soulé. 

Roma-Bologna 1-0 Serie A

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Hermoso, Mancini, N’Dicka; Wesley, Koné, Cristante, Angelino (83′ Rensch); Soulé (74′ Dybala), Ferguson (74′ Dovbyk), El Shaarawy (60’ El Ayanaoui). All.: Gasperini.

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; De Silvestri (72’ Zortea), Casale (46’ Vitik), Lucumì, Lykogiannis; Freuler (80′ Bermardeschi), Pobega; Orsolini, Odgaard (72’ Fabbian), Cambiaghi; Immobile (30’ Castro). All.: Italiano.

Arbitro: Zufferli.

Marcatori: 53’ Wesley.