Verona-Roma 0-2 Serie A

Sette anni di attesa, sofferenze, delusioni, promesse mancate e notti amare. Sette anni di purgatorio cancellati in novanta minuti di battaglia al Bentegodi. Alla sua prima stagione sulla panchina giallorossa, Gian Piero Gasperini compie l’impresa: espugna Verona, riporta la Roma nell’Europa che conta e interrompe una maledizione che sembrava infinita. Proprio nell’anno del centenario, la squadra giallorossa torna dove merita: tra le grandi d’Europa.

È stata una cavalcata durissima, fatta di inciampi, critiche, momenti di sconforto e risalite rabbiose. Ma nel momento decisivo la Roma ha tirato fuori il carattere dei grandi: sei vittorie nelle ultime sette, quindici punti pesantissimi nelle ultime cinque, una rincorsa furiosa culminata nella notte più bella.

La notte di Paulo Dybala, genio assoluto e trascinatore. La notte di Mile Svilar, muro invalicabile quando serviva. La notte di Stephan El Shaarawy, firma finale su una festa attesa troppo a lungo. Ma soprattutto la notte di Gasperini, l’uomo che ci ha creduto fino all’ultimo secondo, senza mai abbassare lo sguardo.

Al Bentegodi si respirava tensione pura. Una serata da vivere con il fiato sospeso e l’orecchio incollato agli altri campi. La Roma parte forte ma sbatte contro il muro organizzato del Verona. I giallorossi faticano a trovare ritmo, concedono qualcosa in ripartenza e tremano quando Bowie si presenta davanti a Svilar, ma il portierone serbo risponde presente e tiene in piedi tutto.

Dybala prova a scuotere i suoi con lampi di classe, punizioni velenose e giocate da fuoriclasse. Il Verona resiste, Montipò salva tutto e il primo tempo si chiude con più paure che certezze. Ma questa Roma ha imparato a soffrire.

Nella ripresa Gasperini cambia volto alla squadra e al 50’ arriva l’episodio che cambia tutto. Dybala scappa via, Valentini lo stende: secondo giallo e Verona in dieci. Da lì parte l’assalto. Sul corner successivo il tocco di mano di Bowie viene punito con il rigore. Malen sbaglia, ma il destino stavolta è giallorosso: sulla respinta c’è ancora Dybala, che serve l’assist perfetto per il vantaggio.

Da lì è battaglia vera. Occasioni sprecate, cuore in gola, il Verona che ci prova fino all’ultimo respiro. Poi, al 93’, l’esplosione. Ancora Dybala illumina, ancora una giocata da campione, e El Shaarawy con un pallonetto morbido firma il 2-0 che fa saltare tutto il popolo romanista. È il gol che fa partire la festa. Il gol che vale la Champions. Il gol che cancella anni di attesa.

Non serve nemmeno guardare gli altri risultati: la Roma è padrona del proprio destino. Mentre cadono clamorosamente Juventus e Milan, i giallorossi si riprendono il palcoscenico che gli spetta. Da quella notte di Oporto del marzo 2019 è passata un’eternità. Adesso il conto è chiuso. La Roma torna grande, torna in Champions, torna a far battere forte il cuore di un popolo intero. La Roma è tornata. E stavolta fa sul serio.

VERONA (3-5-2): Montipò; Nelsson, Edmundsson, Valentini; Belghali (86′ Vermesan), Akpa Akpro, Lovric (58’ Al Musrati), Harroui (70′ Sarr), Frese (70′ Bradaric); Suslov (58’ Bella-Kotchap), Bowie. All.: Sammarco. 

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ghilardi (46’ Ziolkowski, 72′ Koné), Hermoso; Celik, Cristante, Pisilli (46’ El Aynaoui), Rensch; Soulé (72′ El Shaarawy), Dybala; Malen (84′ Vaz). All.: Gasperini.

Arbitro: Sozza.

Marcatori: 56’ Malen, 93′ El Shaarawy.

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