La prima Coppa Italia della storia della Roma

Il 1 novembre 1964 la Roma mette in bacheca la prima Coppa Italia della sua storia. All’epoca il torneo ha una formula particolare: i turni fino alle semifinali si disputano nella stagione precedente, mentre la finale si gioca all’inizio del campionato successivo.

In panchina c’è una novità importante: via Miró, arriva Juan Carlos Lorenzo. In Coppa Italia la squadra gira a meraviglia e il cammino dei giallorossi è deciso e sicuro. Dopo aver eliminato la Fiorentina in semifinale, la Roma si trova davanti il Torino di Nereo Rocco, nella prima di una lunga serie di finali contro i granata.

La finale secca si gioca a Roma, ma i giallorossi sono in piena emergenza. Dopo 120 minuti durissimi, il risultato non si schioda dallo 0-0. Il regolamento prevede la ripetizione sempre all’Olimpico, ma il Torino chiede — e ottiene — di giocare in casa. Sfruttando le difficoltà economiche della Roma, i dirigenti granata convincono il presidente Marini Dettina ad accettare lo spostamento al Comunale, offrendo una percentuale più alta sugli incassi. Sembra un ostacolo in più, e invece diventa il giorno dell’impresa. La Roma resiste, lotta, soffre, e all’85’ trova il colpo decisivo: Nicolè viene liberato da una giocata splendida di De Sisti e firma l’1-0 che vale la coppa.

Per la prima volta i giallorossi cuciono la coccarda tricolore sulle maglie. A Roma esplode l’entusiasmo: la squadra viene accolta da una folla in festa, in un clima di gioia incontenibile. Dopo anni di delusioni e bocconi amari, finalmente arriva una grande soddisfazione per il popolo romanista.

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