Quando il cane lupo morse Brio dopo un Roma-Juve

Il finale della sfida tra Roma e Juventus del 6 marzo 1983 è rovente, carico di tensione e polemiche. I giocatori giallorossi accerchiano l’arbitro, Enzo Barbaresco: sono convinti che il secondo gol bianconero, quello decisivo, sia viziato da una posizione irregolare di Michel Platini. Tra i più agitati c’è Bruno Conti, fuori di sé dalla rabbia: viene trascinato via a forza da un dirigente, che gli tappa la bocca con una mano per impedirgli di insultare la terna arbitrale e rischiare una pesante squalifica.

Nel tratto di pista che collega il campo al tunnel — situato tra la Curva Sud e la tribuna Monte Mario — si scatena il caos. Succede di tutto, in un clima sempre più acceso. E proprio lì si consuma un episodio quasi surreale, interpretato da molti come un segno premonitore: Sergio Brio, autore del gol decisivo per la Juventus, esulta con foga ma viene improvvisamente morso da un cane lupo delle forze dell’ordine.

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