La Roma torna a vincere e lo fa con una prova di carattere contro il Parma, riscattando le recenti delusioni all’Olimpico, dove mancava il successo da oltre un mese. Protagonista della serata è stato Dovbyk, autore di una prodezza da vero centravanti: controllo perfetto e girata di sinistro che ha blindato la vittoria giallorossa e riportato la squadra al primo posto, alle spalle del Napoli.
Il match si era sbloccato grazie al gol di Hermoso, favorito da una scivolata di Suzuki, ma decisivo è stato anche Svilar, che con una parata spettacolare sul tiro di Sorensen ha mantenuto intatto il vantaggio. Gasperini, costretto dopo soli 90 secondi a sostituire Ferguson per infortunio, ha provato nella ripresa la “formula Sassuolo”, avanzando Cristante sulla trequarti e affidandosi alla guida di Dybala. Il successo, meritato per intensità e lucidità, cancella l’incubo casalingo e rilancia la Roma nella corsa al vertice.
La Roma torna alla vittoria grazie a Dybala che torna al gol, dopo un digiuno di quasi nove mesi in Serie A. Con la vittoria sul campo del Sassuolo, i giallorossirispondono al Napoli e si prendono la vetta della classifica in coabitazione con gli azzurri.
La Roma incassa la seconda sconfitta all’Olimpico, battuta per 1-0 dall’Inter nella settima giornata di Serie A. A decidere il match è il gol di Bonny nei primi minuti, che approfitta di un’incertezza difensiva e batte Svilar con freddezza. L’ex Parma si conferma glaciale sotto porta, al contrario di Dovbyk, protagonista in negativo nella ripresa: l’attaccante ucraino spreca clamorosamente la palla del possibile pareggio, fallendo a porta vuota la più grande occasione romanista. Gasperini sceglie Dybala come falso nove, ma l’argentino non incide e conferma le difficoltà nel ruolo. Per la Roma è la terza sconfitta interna stagionale, dopo quelle con Torino e Lille.
Sette gol al Nova Gorica nel ritorno del primo turno di Coppa Uefa (l’andata era finita 4-1 per la Roma). Batistuta, in campo nel secondo tempo, trova il primo gol ufficiale con la maglia della Roma. Era il 28 settembre del 2000.
La Roma va alla sosta per le nazionali con il primato in classifica, condiviso con il Napoli, e una crescente consapevolezza della propria solidità. Pur in un contesto di rivoluzione tecnica non ancora completata e con un gioco che non sempre brilla, la squadra di Gasperini continua a raccogliere risultati pesanti. Lo stesso allenatore ha ammesso che la sua Roma non gode ancora di piena credibilità, ma i numeri parlano chiaro: quattro vittorie in altrettante trasferte e la prima rimonta stagionale dopo essere andata sotto. A Firenze, infatti, il gol iniziale di Kean non ha abbattuto i giallorossi, capaci di reagire con la classe di Soulé e l’incornata vincente di Cristante. La Fiorentina, in piena crisi, ha sprecato tanto colpendo due pali e fallendo occasioni clamorose, mentre la Roma ha mostrato maturità e concretezza, sorretta dall’ottima prova della coppia Koné-Cristante. Nel finale, Gasperini ha potuto inserire un Dybala ispirato, segnale incoraggiante in vista della ripresa del campionato.
FIORENTINA (3-5-2): De Gea; Pongracic, Pablo Mari (74’Comuzzo), Ranieri; Dodô (81′ Fortini), Mandragora (74’Dzeko), Nicolussi Caviglia, Fazzini (67’Ndour), Gosens; Gudmundsson (46′ Piccoli), Kean. All.: Pioli
All’Olimpico la Roma vive una serata amara in Europa come non accadeva da tempo. Dopo l’entusiasmante successo a Nizza, i giallorossi si arrendono al Lille e restano fermi in classifica nella fase campionato del torneo. La partita si decide già al 6’ con il gol di Haraldsson, ma a pesare sono soprattutto i tre rigori falliti: due da Dovbyk e uno da Soulé. Un’incredibile sequenza che condanna la squadra al primo ko casalingo europeo dopo 17 mesi, l’ultimo datato 2 maggio 2024 contro il Bayer Leverkusen in semifinale.
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Celik, Hermoso (56′ Mancini), Ndicka; Wesley, El Aynaoui, Cristante (70′ Koné), Tsimikas (46′ Rensch); Soulé, Pellegrini (56′ El Shaarawy); Ferguson (78′ Dovbyk). All. Gasperini.
La Roma continua la propria corsa e, davanti al pubblico dell’Olimpico, supera il Verona conquistando la quarta vittoria nelle ultime cinque gare di campionato. Considerando anche i tre punti ottenuti a Nizza in Europa, il bilancio sale a cinque successi che proiettano la squadra di Gasperini in vetta alla classifica, a pari merito con Napoli e Milan. Dopo lo stop contro il Torino, i giallorossi hanno reagito con determinazione: prima vincendo il derby, poi imponendosi ieri in una sfida tutt’altro che semplice. Il Verona ha infatti creato diverse occasioni, mancando però di precisione sotto porta. La Roma, al contrario, ha dimostrato solidità, capacità di soffrire e cinismo nel colpire al momento opportuno. All’Olimpico è stato il giorno degli attaccanti: Dovbyk è tornato al gol dopo quattro mesi alla prima da titolare, mentre Soulé ha trovato la sua prima rete in casa. Ma i riflettori si sono accesi anche su Svilar, protagonista di almeno due parate decisive e giustamente elogiato da Gasperini nel post partita.
La Roma di Gasperini inaugura l’avventura europea con un successo prezioso e convincente. Dopo la grande festa per la vittoria nel derby, i giallorossi hanno centrato un altro risultato positivo, imponendosi per 2-1 a Nizza nel debutto di Europa League sulla Costa Azzurra. Nel primo tempo la squadra ha gestito il possesso senza correre particolari rischi, con l’unico episodio degno di nota rappresentato dal gol annullato a Mancini. La svolta è arrivata nella ripresa, grazie all’ingresso di Lorenzo Pellegrini, di nuovo con la fascia di capitano al braccio. L’1-0 lo ha firmato N’Dicka con un preciso colpo di testa, mentre il raddoppio porta la firma dello stesso Mancini dopo un’azione in ripartenza con assist di Tsimikas. Nel finale un rigore trasformato da Moffi, dopo un ingenuo fallo di Pisilli, ha riacceso le speranze francesi, ma Svilar e compagni hanno difeso con carattere i tre punti.
NIZZA (3-4-2-1): Diouf; Mendy, Bah, Dante; Louchet, Boudaoui (62′ Clauss), Vanhoutte, Bard (80′ Abdi); Sanson (62′ Diop), Boga (80′ Cho); Kevin Carlos (63′ Moffi). All. Haise.
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Rensch (82′ Hermoso), Koné (69′ Cristante), El Aynaoui, Tsimikas; Soulé (69′ Pisilli), El Shaarawy (46′ Pellegrini); Dovbyk (69′ Ferguson). All. Gasperini.
Il derby della Capitale non ha offerto grande spettacolo tecnico, ma ha regalato emozioni intense e momenti destinati a restare nella memoria dei tifosi. Allo Stadio Olimpico, sotto un caldo soffocante che ha toccato i 30 gradi, Lazio e Roma si sono affrontate con grinta, pur senza esprimere il loro miglior calcio. A decidere la sfida è stato Lorenzo Pellegrini al 38’ del primo tempo: l’ex capitano giallorosso, accolto con uno striscione di sostegno dalla Curva Sud nonostante i rumors di mercato estivi, ha trovato la rete con un destro preciso sotto la curva opposta. Dopo il gol, l’abbraccio dei compagni e le lacrime liberatorie hanno reso ancora più simbolica la sua prodezza.
La Lazio ha reagito soprattutto con l’ingresso di Danilo Cataldi, subentrato nella ripresa. Il centrocampista biancoceleste ha dato ordine alla manovra, sfiorando il pareggio prima con un assist non sfruttato da Dia e poi con un tiro a giro stampatosi sul palo nei minuti finali. Nel finale concitato non sono mancate tensioni: l’arbitro Sozza, dopo un match inizialmente tranquillo, ha estratto cartellini gialli e rossi, lasciando la Lazio in dieci uomini per le espulsioni di Belahyane e Guendouzi cacciato dopo il triplice fischio. La classifica racconta due stati d’animo opposti: Roma a quota 9 punti, in crescita, e Lazio ferma a 3 dopo quattro giornate, già chiamata a rincorrere.
Una Roma scatenata distrugge il Napoli al San Paolo con un netto 3-0 nella prima giornata di ritorno di Serie A. Tre punti importanti per la banda Spalletti che aggancia proprio il Napoli e si rilancia prepotentemente per la corsa al quarto posto.
Il Torino conquista una vittoria meritata all’Olimpico, guidato da un Simeone incontenibile e da un grande secondo tempo. La Roma di Gasperini, spenta e prevedibile, inciampa dopo due successi consecutivi a una settimana dal derby. Baroni imbriglia tatticamente i giallorossi e firma un colpo storico. Dopo il gol del “Cholito”, il Toro sfiora il raddoppio con Aboukhlal e Vlasic, fermati solo da uno Svilar provvidenziale.
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Hermoso (79′ El Shaarawy), Mancini, Ndicka; Wesley, Koné, Cristante (65′ Pisilli), Angelino (79′ Celik); Soulé, El Aynaoui (46′ Baldanzi); Dybala (46′ Ferguson). All. Gasperini.
Altra vittoria per la Roma di Gasperini. I giallorossi vincono 1-0 a Pisa nella seconda giornata di Serie A e servono il bis dopo il successo alla prima, in casa, contro il Bologna, sempre per 1-0. A decidere la sfida un gol di Soulè nella ripresa, al quale è stato anche annullato un secondo gol con i giallorossi che momentaneamente salgono a 6 punti in vetta alla classifica con Napoli, Juventus e Cremonese.
INTER (3-4-2-1): Handanovic, Murillo, Medel, D’Ambrosio; Candreva (75′ Gabriel Barbosa), Gagliardini, Kondogbia, Pericsic; Joao Mario (80′ Banega), Brozovic (55′ Eder); Icardi. All.: Pioli.
ROMA (5-3-2): Szczesny, Bruno Peres (89′ Vermaelen), Rudiger, Fazio, Manolas, Juan Jesus; Strootman, De Rossi (84′ Paredes), Nainggolan; Salah (71′ Perotti), Dzeko. All.: Spalletti.
Arbitro: Tagliavento.
Marcatori: 12′ e 56′ Nainggolan, 81′ Icardi, 85′ Perotti.
NAPOLI (4-3-3): Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui; Allan, Jorginho (75′ Milik), Zielinski (65′ Hamsik); Callejon, Mertens, Insigne. All.: Sarri.
ROMA (4-3-3): Alisson, Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi (88′ El Shaarawy), Nainggolan, Strootman; Perotti (80′ Pellegrini), Dzeko, Under (72′ Gerson). All.: Di Francesco.
ROMA (3-4-2-1): Szczesny; Manolas, Fazio, Rüdiger; Bruno Peres, Strootman, De Rossi (85′ Paredes), Emerson; Nainggolan (89′ Grenier), Dzeko; El Shaarawy (84′ Totti). All. Spalletti.
Un’altra sconfitta per la Roma, che perde 3-2 contro il Verona, e ora si trova a dover affrontare una situazione critica. Ivan Juric deve interrogarsi sulle sue scelte, ritenute errate e ostinate, che continuano a compromettere il rendimento della squadra. Con questa sconfitta, la Roma deve ora guardarsi più alle spalle che davanti. La situazione di Juric è diventata insostenibile: la squadra sembra priva di logica e coerenza, e il suo modo di gestire la rosa sta destando molte preoccupazioni.
In questo match, Juric ha optato per una formazione discutibile. Ha schierato Angelino braccetto e Zalewski come esterno di fascia, mentre Hummels è rimasto in panchina inspiegabilmente. Dybala, fondamentale per la squadra, è stato lasciato a riposo fino alla seconda parte del secondo tempo. Le sue sostituzioni non hanno portato i risultati sperati, e la mancanza di fisicità offensiva è stata evidente, soprattutto dopo l’uscita di Dovbyk.
Il Verona, guidato da Zanetti, ha mostrato una superiorità tattica chiara, con idee chiare e un gioco ben strutturato. A segnare per i veneti sono stati Tengstedt, Magnani e Harroui, mentre per la Roma i gol sono stati realizzati da Soulé e Dovbyk. La squadra di Zanetti, nonostante avesse vinto solo una delle ultime sette gare, ha saputo approfittare delle debolezze della Roma, che non vince in trasferta da nove partite.
In avvio, la Roma ha avuto due occasioni ghiotte, ma entrambe sono state vanificate da un fuorigioco. Il Verona ha aperto le marcature grazie a un errore di Zalewski, che ha permesso a Tengstedt di segnare. Nonostante il pari di Soulé, la Roma ha continuato a mostrare segni di fragilità, subendo un gol da Magnani su corner. La mancanza di carattere e personalità della squadra giallorossa è stata evidente, con una gestione delle situazioni di gioco disastrosa.
Nella ripresa, la Roma ha provato a spingere, ma la partita è cambiata a favore del Verona grazie a un’azione di Koné. Dovbyk ha riportato la parità, ma l’inerzia del match è rimasta con il Verona, che ha colpito ancora con Harroui. I cambi di Juric non hanno avuto l’impatto sperato, mentre il Verona ha capitalizzato al massimo le proprie opportunità. Alla fine, Montipò ha bloccato le ultime speranze romaniste, sigillando una vittoria meritatissima per il Verona, mentre per la Roma si prospetta un periodo buio.
Dopo la sconfitta pesante contro la Fiorentina, la vittoria contro il Torino ha portato una ventata di sollievo, ma il rischio è di esagerare nelle aspettative. Questo successo è stato senza dubbio importante, anche solo per interrompere una serie negativa, ma non deve far perdere di vista i limiti della squadra.
In questa partita, la Roma ha mostrato un po’ di dinamismo in più e una maggiore aggressività, recuperando il pallone più alto e provando ad alzare il ritmo. Un esempio è il gol di Dybala, che è nato da un errore dell’avversario più che da un’azione elaborata, ma ha comunque fatto emergere la necessità di sfruttare ogni occasione, anche le più semplici. Questi elementi – la velocità di gioco e l’aggressività – avrebbero dovuto essere introdotti prima, ma finalmente hanno dato alla Roma la possibilità di guadagnare qualche posizione in classifica. Tuttavia, il distacco dalle prime è ancora significativo, e per recuperare terreno serviranno continuità e prestazioni costanti.
La partita contro il Torino, pur non avendo momenti di crisi estrema, non ha offerto indicazioni certe sul futuro della Roma. Tuttavia, ha messo in evidenza alcune possibilità su cui costruire, come l’impiego di Koné e Le Fée a centrocampo e Dybala come centravanti mobile, una scelta che potrebbe essere affiancata da Dovbyk quando sarà nuovamente disponibile. Nonostante ciò, le vere occasioni da gol sono state poche, e non si può ancora affermare che la Roma abbia risolto i suoi problemi. Di fronte c’era un Torino che veniva da una striscia di sconfitte, e questo rende la vittoria meno eclatante.
Per scoprire se questa vittoria rappresenta un reale punto di svolta, servirebbe del tempo, ma Juric non ha il lusso di poter aspettare. Gli impegni imminenti, come quello in Europa League contro l’Union Saint-Gilloise e la sfida contro il Verona in campionato, saranno decisivi. Se la squadra dovesse fallire queste partite, rischierebbe di perdere il poco slancio guadagnato e ritrovarsi nuovamente nel buio dell’incertezza.
Tabellino
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Angeliño; Celik, Koné, Le Fée (77′ Cristante), Zalewski (77′ El Shaarawy); Baldanzi, Pisilli (63′ Pellegrini); Dybala (77′ Shomurodov). All. Juric.
La Fiorentina domina e mette in risalto le debolezze della Roma, infliggendo una pesante sconfitta ai giallorossi. Nei primi 17 minuti, la squadra viola segna due gol, evidenziando l’assenza di coordinazione della difesa romana, salvata solo da un miracolo del portiere Svilar. Quando Koné riesce ad accorciare le distanze, Kean riporta subito la Fiorentina avanti, chiudendo il primo tempo sul 3-1.
Nel secondo tempo la situazione peggiora per la Roma. Hermoso viene espulso, lasciando la squadra in dieci uomini e permettendo alla Fiorentina di dilagare. Prima l’ex Bove e poi con un autogol di Hummels, la Viola chiude la partita con un 5-1 che evidenzia la crisi della squadra giallorossa.
Dopo questa sconfitta, il futuro di Ivan Juric alla guida della Roma appare ai titoli di coda. La squadra sembra in piena crisi, e la dirigenza dovrà riflettere se continuare con il tecnico croato o esplorare altre opzioni. Tra queste Daniele De Rossi potrebbe essere una soluzione. Ancora sotto contratto, De Rossi potrebbe rappresentare un ritorno alla disciplina e all’identità che sembra mancare alla squadra. Tuttavia, le decisioni dei Friedkin non sono state sempre coerenti in questa stagione, e questo lascia aperti molti interrogativi.
Notte amara per la Roma all’Olimpico, dove la squadra di Juric si è ferita da sola, mancando di incisività e commettendo errori decisivi. In un clima di contestazione, con quindici minuti iniziali senza la Curva Sud, la Roma cercava punti vitali per non perdere ulteriore terreno in classifica. Juric ha schierato la formazione consueta, preferendo Angelino in difesa e affidandosi a Dybala e Dovbyk in attacco.
Il primo tempo ha visto l’Inter creare le occasioni più pericolose, nonostante un avvio promettente della Roma con Pellegrini che sfiora il gol dopo un minuto. Poco dopo, Sommer, portiere dell’Inter, rischia un autogol su un cross del capitano giallorosso, salvato solo dal palo. Anche Svilar, estremo difensore della Roma, viene graziato dal legno su un tiro di Mkhitaryan dopo aver già parato su Thuram. Gli infortuni colpiscono l’Inter, che perde Calhanoglu e Acerbi nei primi trenta minuti, costringendo Inzaghi a sostituirli con Frattesi e De Vrij.
La partita procede a ritmi piuttosto compassati, con la Roma lenta nella manovra e l’Inter pronta a sfruttare gli spazi in contropiede. Un episodio controverso arriva alla mezz’ora, quando Thuram viene trattenuto tra N’Dicka e Cristante, ma l’arbitro Massa e il VAR decidono di lasciar correre, nonostante l’Inter reclami un’espulsione per chiara occasione da gol.
Nella ripresa, Juric effettua la sua prima mossa, sostituendo un deludente Koné, mentre il suicidio tattico della Roma si compie al 60′. Zalewski perde un pallone cruciale da ultimo uomo, regalando l’azione a Frattesi; successivamente Celik, dopo un recupero di Dybala, mette il pallone sui piedi di Lautaro, che con una leggera deviazione batte Svilar.
Nei venti minuti finali, l’Inter gestisce il vantaggio con i cambi, inserendo Bisseck, Dumfries e Correa, mentre la Roma risponde con Baldanzi. Nonostante qualche tentativo, la squadra giallorossa fatica a creare vere occasioni da gol. L’ultimo squillo della partita arriva con Soulé, ma Sommer è pronto a respingere. Una sconfitta pesante per la Roma, che rimane a quattro punti dalla zona Champions, e la trasferta di Firenze diventa cruciale per rilanciarsi.
Tabellino
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Angeliño (78′ Hermoso); Celik, Cristante (78′ Le Fée), Koné, Zalewski (71′ Baldanzi); Dybala (78′ Soulé), Pellegrini; Dovbyk. All.: Ivan Juric.
La Roma, al terzo risultato utile consecutivo, passa in vantaggio al 16′ del secondo tempo con Dovbyk. Tuttavia, dopo appena nove minuti, il Monza trova il pareggio grazie a Dany Mota. L’episodio più discusso è stato un possibile rigore non concesso alla Roma per un intervento di Kyriakopoulos su Baldanzi, che ha suscitato le proteste del direttore sportivo romanista Florent Ghisolfi. Questi, parlando a Sky, ha definito inaccettabile la mancata decisione dell’arbitro e l’assenza di intervento del VAR.
Nonostante il risultato finale, nessuna delle due squadre può dirsi soddisfatta. La Roma, priva di Dybala e reduce da una sconfitta in Europa League, cercava una vittoria per allontanare la crisi e consolidare la posizione di Juric. Il Monza, ancora senza successi in campionato, avrebbe voluto imporsi per lasciare l’ultima posizione in classifica condivisa con il Venezia. Nonostante alcune buone occasioni da entrambe le parti, come il palo di Koné per la Roma e le azioni pericolose di Maldini e Pessina per il Monza, il risultato rimane fermo sull’1-1. Le polemiche sul rigore non concesso alimentano il malumore tra i giallorossi, che chiudono la partita con tanta insoddisfazione.
La Roma vince 2-1 contro il Venezia, ottenendo la seconda vittoria consecutiva in campionato. La partita inizia in salita per i giallorossi: al 44′, il Venezia passa in vantaggio con Pohjanpalo. Dopo un tiro di Busio che colpisce il palo, la palla finisce sui piedi del capitano del Venezia, che, approfittando della porta vuota, insacca il gol dell’1-0. La Roma sembra perdere la concentrazione e rischia il 2-0, ma Svilar compie una grande parata su Pohjanpalo, mentre Mancini salva miracolosamente sulla linea dopo la ribattuta di Ellertsson.
Nel secondo tempo, i giallorossi reagiscono. Al 74′, Cristante trova il gol del pareggio con un tiro da fuori area, deviato da Busio, che spiazza il portiere avversario. Pochi minuti dopo, all’83’, Pisilli segna di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, completando la rimonta e assicurando i tre punti alla Roma. Grazie a questa vittoria, la squadra di Juric continua la sua risalita in classifica.
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